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SENTI CHI PARLA

   
 Quarta edizione di Case Sparse. Ci raccontano di più le organizzatrici Monica Carrera e Francesca Damiano monica carrera e francesca damiano 
 
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Dopo quattro anni di intensa attività, eccoci a fare il punto su "Case Sparse | Tra l'Etere e la Terra”, una residenza che è sostanzialmente un progetto artistico, un'opera. Non a caso è gestita da noi in quanto artiste: da tempo alterniamo il lavoro comune alle singole ricerche che, seppur individuali, restano sempre in dialogo. "Case Sparse”, tuttavia, ci permette di agire in modo più concreto nello strato sociale, i cui fantasmi affrontiamo invece nei percorsi individuali.
Il Progetto nasce dall'incontro di due aree di interesse: l'estetica relazionale e la scultura sociale, che in questo caso sono state calate in un territorio aspro, isolato, ma dotato di bellezza eccezionale.
Una sfida, perché si trattava di un luogo – Malonno, in provincia di Brescia - ricco di storie da raccontare, ma totalmente distante dall'arte contemporanea.
Dopo un primo anno di studio, il 2012, in cui l'unico obiettivo era l'indagine del territorio e dei processi creativi degli artisti in Residenza, nel 2013 si sviluppa "Case Sparse” così come lo conosciamo ora: un progetto che, oltre ad amplificare e raccontare i processi di creazione degli artisti, produce opere site-specific con l'obiettivo di costituire un parco di Arte e Natura, in stretto rapporto con luoghi e comunità.
Ogni anno andiamo alla ricerca di quelle personalità che, per sensibilità e linguaggio, possono essere adatti ad agire sul luogo scelto. Invitiamo anche un "curatore-in-residenza” il quale, osservando, interagendo e registrando, restituisca, con una mostra finale nello spazio che ha accolto le tracce, gli aspetti salienti dell’intera esperienza con il linguaggio che gli è più congeniale.

E.Falanga, Quel prato è sempre stato il mio tormento e la mia misura, benché io non sia mai stato un uomo verde, 2014, ph. L. Littarru

Durante il periodo di Residenza, gli artisti lavorano a progetti elaborati dopo il sopralluogo, e inviano tracce dei processi creativi che accadono durante la residenza e che si snodano da e intorno al lavoro. Inoltre, in momenti non prestabiliti, apriamo un collegamento Skype con gli spazi che accolgono le tracce, una vera e propria finestra sulle attività.
L'anno scorso, in particolare, abbiamo aperto una finestra su Berlino, dove abbiamo trascorso anche un periodo di studio e ricerca; ciò ci ha permesso di conoscere altri modi di lavorare e soprattutto di fare rete. Lì gli artisti e gli spazi progettano insieme, con una forte attenzione alla vita in comune, alle comunità e agli spazi condivisi. Berlino è una città molto ricca perché multiculturale, che ti permette di confrontarti con realtà e persone molto diverse. All'interno di questo crogiolo, la nostra "curatrice-in-residenza”, Marta Ferretti, ha scelto di porre la domanda "Where is the familiar?” (titolo della mostra) riportando su scala metropolitana un'esperienza che affonda le sue radici in una realtà circoscritta e rurale. Per noi è importante lavorare sul rapporto centro-periferia. Spesso, per descrivere ciò che facciamo, usiamo la formula "amplificare nell'urbano ciò che avviene nel locale”. Ma non trascuriamo il locale! Durante la residenza, infatti, organizziamo una serie di eventi, aperti agli abitanti: proiezioni, workshop, conferenze. Queste attività hanno la funzione di raccontare loro quello che facciamo e come lo facciamo, ma soprattutto di condividere il nostro linguaggio, mostrando da dove proviene e come si declina. Nell'ultimo anno abbiamo anche attivato un percorso di attività didattiche rivolto alle scuole, proponendo visite guidate e laboratori basati sulle opere dei tre percorsi.

A.Messali, La Vià dei Valsaèi, 2013, particolare dell’opera, ph. E. Milanesi

Il Rapporto con Malonno è autenticamente difficile: abbiamo dovuto scontrarci con diversi problemi legati al fatto di proporre opere in un linguaggio totalmente estraneo ai residenti. Il tessuto sociale è piuttosto frammentato ed è difficile raggiungere le persone.
Tuttavia ci piace lavorare in questo luogo perché crediamo vi sia molta ricchezza: fin dai primi approcci siamo state colpite dai ritmi e dai tempi di questi luoghi, che sono rimasti inalterati a lungo nel tempo, come se qualcosa avesse protetto l'anima del luogo, mantenendo vive le innumerevoli storie che lo popolano.
Diciamo che non ci si annoia mai, sia per il contesto, sia perché non vi è un'edizione uguale all'altra, non solo per via dei partecipanti, ma anche per le modalità che variano spesso. Per noi è importante restare in ascolto, sia del territorio che degli spazi e delle persone con cui collaboriamo. Quest'anno in particolare abbiamo inaugurato una nuova collaborazione, quella con la Residenza Aperto_art on the border che ha visto da noi la presenza dell'artista Luigi Coppola, con il progetto "OrtoComune”. 

A.Messali, La Vià dei Valsaèi, 2013, particolare dell’opera, ph. M. di Savino

La mostra finale, opera del curatore-in-residenza, Saul Marcadent, sarà la presentazione di una pubblicazione da lui elaborata durante il periodo di Residenza. Si terrà nel mese di Settembre a Berlino presso GlogauAIR, spazio con il quale abbiamo già collaborato l'anno precedente, e che, insieme a O', no profit di Milano, attiverà il collegamento con la residenza durante il suo svolgersi; anche il processo di amplificazione ha avuto i suoi cambiamenti: per questo periodo l'idea è di raccontare la residenza utilizzando molteplici spazi, sia fisici (GlogauAIR a Berlino, appunto) sia digitali (il sito di O' e il progetto su Instagram "The Withness” di that's contemporary), sia editoriali (la pubblicazione del curatore).
L'ultima novità è un'apertura verso il sonoro: il 12 Luglio ospiteremo un workshop dei Tilde (Attila Faravelli, Enrico Malatesta, Andrea Ratti), inaugurando un interesse che avevamo lambito già l'anno scorso invitando l'artista sonoro Seiji Morimoto.
Quest'anno chiuderemo il triennio che ci eravamo date come tempo per permettere al Parco di Arte e Natura di mettere radici; dall'anno prossimo continueremo con Case Sparse a Malonno, ampliando le collaborazioni e spostando la ricerca anche su piani e linguaggi diversi da quelli utilizzati finora. E visto che "Case Sparse” nasce come elemento di studio e restituzione, potrebbe essere interessante provare a testarlo in un altro luogo; abbiamo già ricevuto proposte in merito, stiamo valutando la possibilità.

 


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