Continua l'Internet Saga, a Venezia. E ancora pochi giorni per la mostra di Nástio Mosquit... 3068 utenti online in questo momento
exibart.com
 
community
Express
19/01/2019
David Bowie è stato nominato dal pubblico del Regno Unito il più grande entertainer del XX secolo
19/01/2019
L’Urlo di Munch in bianco e nero, arriva a Londra
18/01/2019
Daniel Pennac non è gradito a Empoli: polemica per l'invito dello scrittore francese che difese Cesare Battisti
+ archivio express
Exibart.segnala
Blog
recensioni
rubriche
         
 

Continua l'Internet Saga, a Venezia. E ancora pochi giorni per la mostra di Nástio Mosquito, che confonde arte e broadcast

   
   
 
Continua l'Internet Saga, a Venezia. E ancora pochi giorni per la mostra di Nástio Mosquito, che confonde arte e broadcast
pubblicato

Durante i giorni di opening della 56esima Biennale, The internet saga del duo Francesco Urbano Ragazzi si era rivelato come uno degli appuntamenti più interessanti e frequentati della laguna. 
I due curatori, insieme al filmaker Jonas Mekas, padre del cinema "undergrund" statunitense negli anni '60, al nuovo Spazio Ridotto e nel Burger King di Palazzo Foscari Contarini, hanno raccontato - proprio attraverso i video diari, in un corpus di opere che rifiutano la narrazione e tendono verso l’evocazione della memoria e l’esperienza personale, di Mekas - quella sorta di stato di connessione perenne tra noi e il web, anticipata proprio da quel metodo filmico e senza filtri di Mekas.
Ma c'è un'altra mostra, tutta veneziana, che racconta di una connessione internet come opere d'arte: è quello di Nástio Mosquito, nato in Angola nel 1981 e di base in Belgio, la cui ricerca è radicata nel settore broadcast, dove ha lavorato in precedenza come regista e cameraman, abbracciando video e musica, performance e installazioni e una mimica "spietata", che annulla la distinzione tra finzione e arte in vari episodi dove lui stesso è attore e protagonista. La sua consapevolezza di sé come personaggio nel mondo dell'arte si affianca alle sue preoccupazioni con la politica africana, in particolare quelle relative a Angola - come si tratta con l'eredità di una guerra civile lunga e sanguinosa - Politica sessuale, il consumismo sfrenato e altri sintomi di globalizzazione. Un mix anche in questo caso destinato a far implodere le idee standard su quella che è l'informazione, l'uso del petere delle immagini, dei media, della politica della rappresentazione. All'Oratorio di San Ludovico, fino a domenica. 
 


strumenti
inserisci un commento alla notizia
versione in pdf
versione solo testo
registrati ad Exibart
invia la notizia ad un amico
 

Il navigatore dell'arte
trovamostre
@exibart on instagram