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Fino al 15.XII.2015
Lucia Nimcova & Martin Kollar, From Room to Roam
AlbumArte, Roma

   
  mariangela capozzi 
 
Fino al 15.XII.2015 - Lucia Nimcova & Martin Kollar, From Room to Roam - AlbumArte, Roma
pubblicato

Lo sguardo dell’artista contemporaneo aiuta spesso l’uomo a mettere le radici interiori, quelle che la società fa di tutto per estirpare. Sembra questo l’obiettivo della curatrice Lýdia Pribišová, che ha trovato nello spazio no profit di Album Arte il luogo ideale per una riflessione sull’Ucraina contemporanea, realizzata attraverso le opere degli artisti Lucia Nimcová (1977, Humenné - Slovacchia), Sholto Dobie (1991, Edimburgo) e Martin Kollár (1971, Zilina - Cecoslovacchia). 
Tre sguardi diversi (n.d.r. Dobie è più precisamente un soundmaker, che collabora da anni con la Nimcova) che consegnano allo spettatore la visione di un vicino che si addentra in un luogo quasi familiare. 
Stranieri ma quasi parenti, come quelli che dalla loro casa hanno una vista perfetta su una stanza illuminata. "From Room to Roam” è proprio un addentrarsi, nei luoghi intimi della popolazione ucraina, attraverso gli occhi di Lucia Nimcovà che da anni raccoglie le musiche popolari privilegiando quelle che «descrivono in modo tragico, brutale e comico abusi domestici, omicidi, conflitti, sesso, amore e odio» e che Sholto Dobie campiona estrapolando i suoni base, rumori e melodie. 

Lucia Nimcová - Martin Kollár, 'From Room to Roam'; exhibition view, ph. Sebastiano Luciano, courtesy AlbumArte

Un progetto in progress chiamato Khroniky, di cui quello presentato ad Album Arte è la prima parte, che si compone di video, immagini, libretti e suoni, ben distribuiti all’interno degli spazi della galleria. 
Nella stanza dedicata al lavoro di Martin Kollár si sprofonda invece come in un buco nero: i suoni spariscono, lasciando il posto allo sgomento di uno spazio claustrofobico che ospita la riflessione sulle carceri ucraine: un’installazione site-specific di fotografie scattate quest’anno dall’artista. Le pareti sono vuote e rimandano le une alle altre senza possibilità di uscita, né di contatto con un’umanità alcuna. Quasi per convincerci che in assenza d’altro la prigione possa spettare proprio a noi. 
Un monito profondamente attuale in tempi di presunto scontro di civiltà e di venti di guerra, in cui le voci degli artisti sono sempre portatrici di visioni inedite e scenari futuri, che la cronaca spesso non ci consente anche solo di immaginare. 

Mariangela Capozzi 
mostra visitata il 28 novembre

Dal 6 ottobre al 15 dicembre 2015
FROM ROOM TO ROAM
AlbumArte
Via Flaminia, 122 – 00196 Roma
Orario: da martedì a sabato dalle 15:00 alle 19:00 o su appuntamento
 


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