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CASE AD ARTE

   
 Una biblioteca favolosa
Molto più di un poeta e molto più di un semplice letterato. Giacomo Leopardi continua a vivere, a Recanati, nella sua casa di allora e nella sua biblioteca, oggi patrimonio della città. E grazie a un piccolo museo
 alessio crisantemi 
 
CASE AD ARTE
pubblicato

Si è scritto di tutto su Giacomo Leopardi e sulla sua triste e profondissima esistenza. Ma le parole spese non saranno mai abbastanza. E per chi vuole approfondire la conoscenza di una delle più grandi menti della cultura italiana, non può prescindere da una visita nella ‘sua’ Recanati, dove è nato il ‘giovane favoloso’ e dove si è potuto (e saputo) formare, anche sopra ogni limite umano. Merito di un talento innato – forse anche patologico – e di una biblioteca fuori dal comune, capace di mettere insieme ben 20mila volumi, con diverse rarità. Un patrimonio immenso che il conte Monaldo Leopardi, padre di Giacomo, ha coltivato a partire dalla sua giovinezza, fino a donarlo, in punto di morte, alla collettività. L’idea di Monaldo era quella di formare e organizzare una biblioteca per i suoi figli, ma nel 1812 la collezione si ampliò tanto da spingere il fondatore ad aprire la sua "libreria” anche agli amici e, soprattutto, ai cittadini recanatesi, come recita la lapide ancora conservata nella seconda sala. Spingendolo a indicare nel suo Testamento che quell’opera raccolta "con grandi cure e dispendj”, doveva essere "non solo per vantaggio e comodo dei discendenti, ma ancora per utile e bene dei concittadini Recanatesi”. Ed è così che quel patrimonio librario è oggi fruibile a tutti. Ai visitatori che intraprendono il percorso museale, dietro al costo di un biglietto (che include una puntuale visita guidata), ma anche ai tanti studiosi che da sempre si recano nella città marchigiana per studiare l’opera e la vita del poeta. 

Giacomo dei libri – La Biblioteca Leopardi come spazio delle idee


Giacomo studiò qui insieme ai fratelli Carlo e Paolina, sotto la guida attenta del padre. La biblioteca era il baricentro attorno al quale si realizzava la vita di buona parte della famiglia: una sorta di incessante ed inevitabile conquista dello studio sopra ogni altra attività familiare. Monaldo lasciò anche scritto che "I Primogeniti pro tempore dovranno aprirla di quando in quando a comodo pubblico dei Cittadini, secondo la loro prudenza ed arbitrio”. E così viene fatto oggi. Il risultato è un percorso nei meandri della giovinezza leopardiana. I visitatori possono oggi visitare la biblioteca avendo accesso però soltanto a una parte di Palazzo Leopardi (la parte superiore dell’edificio è ancora oggi abitata dai discendenti), percorrere i corridoi e solcare le stanze dove studiava il giovane Giacomo. Affacciandosi in quella piazzuola che prende oggi il nome dalla famosa lirica: "Il sabato del villaggio”. E sull’edificio delle scuderie che un tempo ospitava nei piani superiori alcune famiglie di domestici, fra cui quella di Teresa Fattorini, celebrata poi dal poeta nel famoso canto "A Silvia”.
Anche se l’attuale struttura del Palazzo non colpisce per una particolare grandiosità, le sue linee semplici e signorili che si devono alle modifiche architettoniche eseguite nella prima metà del Settecento dall’architetto Carlo Orazio Leopardi, prozio del poeta, le conferiscono un carattere comunque imponente. 
La visita, poi, si può estendere anche oltre, nella nuova Recanati eletta città della Poesia: oltre all’abitazione di Leopardi, si possono visitare i giardini, nella parte posteriore del palazzo, poi donati per la costruzione del Convento di Santo Stefano, ora sede dell’istituto Centro mondiale della poesia (altra esperienza da inserire in un tour). E da lì, con pochi passi, si accede al "Colle dell’Infinito”, dove il giovane poeta era solito "naufragare”.

Casa di Leopardi

Dal 2012 è stata allestita anche una piccola mostra dal titolo "Giacomo dei libri – La Biblioteca Leopardi come spazio delle idee”, allestita nei locali dell’ex frantoio di Palazzo Leopardi in occasione del bicentenario dell’apertura al pubblico della Biblioteca del Poeta. Un’esposizione mirata a sottolineare l’importanza di questo gioiello di cultura, spiegandone il rilievo simbolico e affettivo che il luogo ha avuto per due protagonisti d’eccezione come Monaldo e Giacomo Leopardi. La mostra, articolata in sei aree tematiche, affronta la storia della fondazione della "libreria”, ma racconta, attraverso documenti e testi, i libri amati dal giovane Giacomo, espressione poetica e filosofica della sua opera. Non mancano manoscritti del Poeta, arredi e oggetti della collezione di famiglia. Con alcune postazioni multimediali tematiche, come quella dedicata all’Encyclopedie Méthodique di Diderot e D’Alembert, sfogliabile "virtualmente” con il movimento del corpo del visitatore e altre video-istallazioni dedicate a "La nouvelle Héloise” di Rousseau e a "Corinne ou l’Italie” di de Stäel, opere a lui particolarmente care. Fino ad arrivare all’ultima postazione in cui si indaga, attraverso contenuti audio e video, al metodo che presiede alla scrittura dello "Zibaldone”. Un percorso dotto, forse anche troppo per tanti visitatori, richiamati oggi a Recanati forse non tanto dal fascino della poesia ma di quel ‘giovane favoloso’ celebrato di recente dal film, che ne ha comunque sdoganato l’immagine, concedendogli una ritrovata (e senza dubbio meritata) popolarità.

Alessio Crisantemi

Casa Leopardi
Via Leopardi 14,
62019 Recanati (MC)
Tel. +39 071 7573380
Fax +39 071 7571964
info: 
Orari di apertura:
Autunno - Inverno: 9:30 - 13:00 / 14:00 - 17:30
(Chiuso tutti i lunedì non festivi o pre-festivi, il 25 Dicembre e il 1 Gennaio)
Primavera- Estate: 9:00 - 18:00 
(Aperto tutti i giorni)
La biglietteria chiude 30 minuti prima dell'orario di chiusura. 

 


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3 commenti trovati  

07/01/2016
Sara , Recanati
Finalmente un articolo che rende onore a
Questo nostro patrimonio ineguagliabile!


11/12/2015
Ilaria, Macerata
Viva Recanati!!

11/12/2015
giordano, ferrara
Leopardi è forse uno dei più sottovalutati geni del nostro paese. La visita al museo è doverosa, finalmente un articolo che ne parla e rende omaggio

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