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CASE AD ARTE

   
 Benvenuti nel regno di Chris
di Matteo Bergamini
Metti un designer americano nelle Langhe, e vedi come una cascina diventa un parco di sperimentazioni
  
 
pubblicato

La zona piemontese dell'Alta Langa è piuttosto differente da quella conosciuta, e decisamente più turistica, del tartufo e dei vini di Alba. Da queste parti, non lontani da Saluzzo, si trova Clavesana, piccolo paese che Chris Bangle ha scelto come una sorta di "ritiro”, anche se sarebbe meglio dire come luogo dal quale guardare il mondo e, nel quale, portare differenti tipi di knowledge.
Sì, perché Bangle – natali in Ohio e studi tra la California e il Mid-West degli Stati Uniti, è uno dei migliori car designer del mondo, ex dipendente di Fiat e BMW, che dieci anni fa – innamorato dell'Italia, di Torino, e di questa zona – ha pensato bene di mettersi alla ricerca di una dimora nella quale poter iniziare a sperimentare tutta la sua vulcanica passione creativa. 
«Io e Cathrine [moglie di Bangle n.d.r.] avevamo molti requisiti in testa, ben difficili da trovare uniti in un’unica proprietà. Non doveva essere troppo lontano da Torino, immersa in mezzo ai vigneti, con le Alpi e magari un castello in vista se possibile», ci racconta in occasione della presentazione di Walking Arch, un Arco di Trionfo dalle colonne "mosse”, realizzate come in fase di deambulazione, una sorta di scultura-gioco-fumetto che la dice lunga sulla voglia di "movimentare” la staticità di teorie architettoniche, progettuali e anche dell'arte.
Cinque anni fa, poi, grazie all’architetto Paolo Ornato – che ha ristrutturato il casale – Bangle ha scoperto Borgata Gorrea, in cima a una collinetta, con un edificio completamente da ristrutturare, e che è diventato in breve la sede della CBA, ovvero la Chris Bangle Association.

Chris Bangle

Sembra una sorta di sogno americano, anche se gli esterni non sono certo a stelle e strisce, ma la CBA oggi rappresenta un punto di riferimento per imparare il design e il lavoro di squadra per i giovani e non, delle aziende che scelgono il know how del designer  come riferimento per i loro dipendenti. Che vengono qui, in residenza, a studiare come in un vero campus. 
«Sono un grande fautore dell’idea di non cedere ai compromessi, che di solito sono soluzioni a metà che scontentano tutti, ma cerco piuttosto di accettare le priorità - ovvero gli obiettivi su cui tutti sono d’accordo - che permettono di vedere i problemi sotto una nuova luce», ci racconta l'istrionico Bangle che, tra i suoi progetti, ne ha realizzato anche uno molto particolare, e decisamente pubblico: The big red bench.
La grande panchina rossa, concepita insieme all'artista Francesco Ferrero, è nata nella primavera del 2010 ed è stata installata in un punto panoramico della proprietà con l’aiuto dei contadini locali. Il cambio di prospettiva dato dalle dimensioni della struttura fa sentire chi vi siede come un bambino, capace di meravigliarsi della bellezza del paesaggio con uno sguardo nuovo. Diventata in men che non si dica un'attrazione locale, oggi sono diversi i comuni delle Langhe che hanno acquistato il brevetto e si sono installati la propria grande panca, voluta e finanziata dalle stesse comunità locali. 
Un emblema di appartenenza, quasi un tratto distintivo, così come si distingue la vecchia cascina di Chris, per essere diventata un laboratorio che porta nella sua area una serie di esperimenti e di stravaganze.

Liberty Tree

Nel cortile, per esempio, troverete un grande Albero Liberty. Proprio così: ancora dalla mano di Ferrero e Bangle è "germogliata”, nel 2011, una struttura di metallo e policarbonato colorato alta oltre 4 metri, con un diametro di pari ampiezza e un peso di oltre una tonnellata. I più green potrebbero lamentare che non si spreca un pezzo di verde con un albero finto, ma che fare se sotto un sottile strato di erba e terreno, si è costruito un garage? Ecco l'esempio lampante del "non cedere a compromessi”, e trovare tra la soluzione A e B, un'incognita C o D che prenda la forma definitiva: una abat jour ambientale. 
E dulcis in fundo, in questa strana factory, ecco l'elemento più rivoluzionario, che ha un titolo degno di un'opera concettuale: Piscina invisibile.
Di che si tratta? Semplicemente, anche qui, di uno stratagemma ingegnoso che ha permesso da un lato di poter utilizzare la parete più assolata della casa, nonché quella da dove si gode una vista mozzafiato sulla valle, e di non deturpare il paesaggio grazie a un sistema specchiante, per una vasca di grandi dimensioni.
Il risultato, visto che bisognava tenere presente del terreno scosceso e di una struttura che scomparisse tra alberi e filari, sono settanta tonnellate d'acqua sospese, per nuotare  fuori dalla collina, galleggiando in alto: una T rovesciata con il lato corto attaccato all'edificio principale e il lato lungo flottante nove metri sopra la collina, senza disturbare il paesaggio. Un'installazione e una soluzione architettonica allo stesso tempo. Dove immergersi a strapiombo sulle Langhe non ha nulla da invidiare a Hollywood, e nemmeno alle prodezze di Saloni d'Architettura o del Mobile vari ed eventuali. 
Fatevi un giro sul sito, www.chrisbangleassociates.com, e magari chiedete un appuntamento al geniale padrone di casa. Ne vale la pena! 

Matteo Bergamini
 


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