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Dal punto A al punto B. Passando per il percorso più lungo

   
  mario francesco simeone 
 
Dal punto A al punto B. Passando per il percorso più lungo
pubblicato

Dal punto A al punto B è la sezione di Extra pART dedicata alla città da attraversare a piedi, sui mezzi pubblici, in auto. In questa serie di post da un luogo a un altro, si racconteranno le forme impreviste che l’arte assume tra angoli, incontri, spazi e tempi di Napoli.

Tutti sanno che il percorso più breve dal punto A al punto B è tracciato da un segmento ma, nelle città, la geometria euclidea fallisce le sue dimostrazioni. Per raggiungere una destinazione, automobili e pedoni non possono usare il teorema di Pitagora ed estrarre la radice quadrata della somma dei quadrati delle differenze delle coordinate. A causa di edifici, marciapiedi, semafori, cantieri, sensi unici, divieti, strade oblique, sono invece obbligati a sommare direttamente queste differenze, applicando nella vita quotidiana la famosa "geometria del taxi”, chiamata anche "distanza di Manhattan”. Tale concetto geometrico, che visivamente si traduce nel movimento a L compiuto dalla torre sulla scacchiera, fu introdotto dal grande matematico Hermann Minkowski a inizio Novecento e sconvolse il precedente modello di rappresentazione euclidea dell’universo, secondo cui spazio e tempo erano entità rigidamente separate, aprendo la strada alla teoria della relatività speciale di Albert Einstein.

Oltre che nell’universo, anche nelle città il tempo e lo spazio sono coordinate strettamente connesse, magari in scala più piccola ma pur sempre interdipendenti, strutturali nella costituzione di un’esperienza percettiva e nella descrizione degli eventi. Il tempo – gli appuntamenti di lavoro, gli incontri galanti, l’orario d’inizio di uno spettacolo – determina l’atteggiamento di chi attraversa e, con le altre dimensioni della lunghezza, della larghezza e della profondità, contribuisce a dare forma alla città.

A differenza di quanto accade nell’universo, nelle città il tempo si scinde, si estende nell’imprevisto, una sorta di quinta sottodimensione o quarta dimensione e mezzo, che può avere l’aspetto di un ritardo dell’autobus, di una metropolitana presa al volo, di un nuovo piano traffico, di una ZTL inaspettata. Ma anche di un incontro casuale con un vecchio amico, della scoperta di un palazzo storico ed esemplare di uno stile architettonico, di vecchi manifesti pubblicitari sovrapposti che ne creano uno inedito, di un nuovo murales del famoso street artist, di una galleria d’arte di cui non si sospettava l’esistenza, di visioni e presentimenti che richiamano luoghi e momenti distanti nella memoria.

Nel primo percorso, questa volta a piedi, partiremo dall’Ex Lanificio Militare, nella zona di Porta Capuana, per arrivare al Centro Direzionale, alle spalle della Stazione Centrale di Piazza Garibaldi. Ovviamente passando per la strada più lunga. In questo video (link) realizzato da Flaviano Esposito, potete farvi un’idea.



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