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 La tana del Vate. La casa-museo di Gabriele d’Annunzio
Nel cuore di Pescara, la casa natale di Gabriele D’Annunzio. Dove il poeta trascorse l’infanzia e dove continua a vivere grazie alla conversione in museo
  
 
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Un edificio storico, autentica culla di cultura che racchiude un pezzo di storia del nostro Paese. È la casa-museo di Gabriele d’Annunzio, nel cuore del centro storico di Pescara (la cosiddetta ‘Pescara Vecchia’), dove il poeta nacque il 12 marzo 1863. Nonostante trascorse qui soltanto l’infanzia e i primi undici anni di esistenza, la dimora pescarese ha rappresentato senza dubbio un ruolo cruciale nella formazione del poeta, che è sempre rimasto legato alla casa paterna, ritenendola sacra come un "Santuario”. Al punto che dopo un periodo di decadenza dell’edificio in seguito alla morte della madre, s’impegnò personalmente (dal 1926) al restauro in modo da restituirgli l’originaria nobiltà, incaricando dei lavori i migliori architetti dell’epoca e del posto. Da lì a poco la casa di Gabriele d’Annunzio fu dichiarata Monumento Nazionale: già nel 1927, quando il poeta era ancora in vita, essendo stato lui stesso a sollecitare il provvedimento, per assicurarla alla tutela dello Stato. E bene ha fatto, possiamo dire oggi, tenendo conto dell’attuale destinazione dell’edificio che certo il vecchio proprietario avrebbe approvato.
Nell’edificio di Corso Manthonè vi è racchiuso il Museo Casa Natale di Gabriele d’Annunzio: affidato dal 1969 alla Soprintendenza ai BAAAS dell’Aquila, dopo essere passato al demanio dello Stato nel ’57. Un luogo quasi di culto per i seguaci del poeta abruzzese, dove si può esplorare più da vicino la sua personalità, in una visione più intima che la dimensione domestica è in grado di offrire. Per i più curiosi, si può anche osservare il ‘volto’ dell’autore, grazie al calco in cera del viso realizzato poche ore dopo la sua morte, la notte del 1° marzo 1938. Conservato insieme al calco in gesso delle mani.

Casa Natale Gabriele D'Annunzio, Pescara

Al primo piano dell'edificio, si conserva inalterata l’atmosfera ottocentesca, grazie alle decorazioni tipiche e gli arredi d’epoca: temi che ritornano nell’opera di Gabriele d’Annunzio sotto forma di visioni, impressioni e ricordi, legati soprattutto alla forte valenza che avevano nella sua poetica gli affetti familiari. Il percorso prevede la visita delle singole stanze (nove in totale), ognuna delle quali è illustrata con una didascalia che ripropone quei brani del Notturno in cui il Poeta ricorda con parole ricche di sentimento sia gli ambienti e gli oggetti sia le persone a lui care.
L’ingresso è dedicato all'infanzia di D'Annunzio, con alcuni pannelli didattici che riportano fotografie e citazioni dalle sue opere, oltre al diploma di licenza liceale del Regio Convitto Cicognini di Prato (1881), al decreto di nomina a Sindaco di Francesco Paolo Rapagnetta-D'Annunzio (1879-1881) e all'attestato di cittadinanza onoraria da parte del Comune di Chieti in occasione della prima teatrale della Figlia di Iorio (1904).
Nelle prime cinque stanze, che rappresentano il nucleo originario dell’abitazione, si trovano il salotto e lo studio: le stanze di rappresentanza in cui venivano ricevuti gli ospiti e si svolgono le feste. Il nonno adottivo del poeta, Antonio d’Annunzio, li impreziosì con decorazioni a tempera in stile neoclassico, caratterizzate da motivi vegetali, figure di amorini e animali fantastici. Realizzate a metà Ottocento da artisti marchigiani, rappresentando oggi un documento importante per il comune Pescara, essendo la testimonianza più antica di decorazione pittorica esistente in città, conservata nella sua integrità. Nelle sale successive, per le quali è più difficile ricostruire la precedente funzione, sono raccolti prevalentemente oggetti e testimonianze dell’attività letteraria e politica dell’autore. Nella Sala VII, in particolare (un locale annesso alla cucina, di cui non si conosce, a causa dei successivi interventi di restauro, l'originaria destinazione), si trovano pannelli didattici che illustrano lo sviluppo urbanistico della città, e relativi alla chiesa di S. Cetteo, alla Cattedrale, alla ricostruzione degli interventi di ristrutturazione dell'abitazione, fino al matrimonio di Gabriele D'Annunzio con Maria Hardouin (1883) e alla sua grande passione per l’attrice Eleonora Duse. La stanza inoltre espone nelle vetrine una serie di oggetti appartenuti a D'Annunzio, mentre sulle pareti vi è una raccolta di fotografie e di documenti e il dipinto Rebecca ed Eliezer al pozzo di artista ignoto del XVII secolo.

Casa Natale Gabriele D'Annunzio, Pescara

Curiosa è anche la raccolta di oggetti molto particolari appartenuti alla famiglia del letterato. Come il braciere (o ‘caldano’) in ottone: uno strano oggetto coperto da un elegante coperchio traforato conservato accanto al letto dei genitori che conteneva la brace presa dal camino. Interessante perché lo stesso oggetto appare anche nel dipinto del 1940 di Michele Cascella, che raffigura la stanza dove è nato il poeta, con tutti gli arredi originari. Notevole è anche il torchio copialettere, in ghisa, che rappresenta una sorta di fotocopiatrice ante litteram. 
Nelle altre stanze si trovano ulteriori notizie sulla famiglia del poeta e alcune ricostruzioni degli avvenimenti che caratterizzarono la sua vita durante la prima Guerra Mondiale, oltre alle illustrazione dei paesi di cui D’Annunzio parla nelle sue opere letterarie e gli artisti con i quali ha avuto contatti, come il pittore Francesco Paolo Michetti e i componenti del Cenacolo di Francavilla al Mare. Altri pannelli ricostruiscono dal punto di vista storico e architettonico l'antica Fortezza di Pescara. Per una perfetta integrazione con il territorio a cui teneva molto l’autore.

Alessio Crisantemi

Museo Casa Natale di Gabriele d’Annunzio
Corso Manthonè 116
65127 Pescara - PE
Orari: 9.00-14.00 (con biglietteria aperta fino alle 13.30); dal 1 gennaio 2016 l'ingresso è anticipato alle 08,30 
Info:  tel. 08560391 – fax: 0854503590, sbsae-abr.pescara@beniculturali.it
 


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