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 Quel rifugio che richordo anchora La Casa Museo Pietro Ghizzardi
di Alessio Crisantemi
 alessio crisantemi 
 
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pubblicato

Trent’anni fa, o giù di lì. È l’epoca in cui culminava l’avventura artistica di Pietro Ghizzardi (1906-1986), quando si stabilizzava nella dimora di Boretto (Reggio Emilia): un posto ideale per realizzare le sue opere, dando libero sfogo all’istinto creativo di un autodidatta della pittura (e non solo), oggi punto di riferimento nello studio dell’arte irregolare europea. Ora quella vecchia dimora dove l’artista ha vissuto gli ultimi dieci anni della sua esistenza continua ad ospitarlo: attraverso le sue opere migliori e il suo carattere vagamente naif che si respira appieno tra le stanze. È la Casa Museo Al Belvedere "Pietro Ghizzardi”, che conserva intatta l’atmosfera in cui il pittore e scrittore trascorse i suoi giorni e creò, da metà anni ’70 alla morte, nel 1986. Qui si trovano molte testimonianze della vita e del lavoro dell'artista. 
Una prima sezione della casa-museo è dedicata alle esposizioni, suddivise in Personali e Collettive, realizzate a partire dagli anni '60, quando la produzione di Ghizzardi venne "scoperta" per la prima volta facendolo uscire allo scoperto dopo anni di lavoro nell’ombra. In un’altra sezione dedicata ai documentari sono raccolte le produzioni televisive e cinematografiche a lui dedicate e i documenti audiovisivi che costituiscono importanti testimonianze relative all'opera artistica ma anche alla personalità umile, spontanea, semplice ed acuta di Ghizzardi. 

Casa Museo Ghizzardi

Nella sezione dedicata alla bibliografia si possono invece trovare tutti gli scritti pubblicati dell’artista insieme ai numerosi contributi critici, saggistica e tesi di laurea dedicate all’artista. Infine, nella parte dedicata ai cataloghi, si trovano tutte le monografie artistiche pubblicate finora, suddivise in cataloghi personali e rassegne. Il posto ideale, dunque, per chiunque voglia scoprire o approfondire la conoscenza dell’artista, essendo anche sede dell’Archivio Storico Pietro Ghizzardi. Ma per conoscere fino in fondo la sua opera, è imprescindibile una visita alla vicina Casa Falugi, dove si è avuta un’autentica esplosione artistica di Ghizzardi, in un’avventura cominciata nell’estate del 1969, grazie alla lungimiranza e, al tempo stesso, all’insofferenza, della sua proprietaria, Fauzia Falugi. Che ospitò l’artista, finito in disgrazia, nella sua abitazione, affidandogliela per un breve periodo durante la sua assenza e ritrovandola completamente dipinta. Per una sorpresa allora poco gradita, ma che oggi rappresenta un unicum della storia dell’arte irregolare europea, proponendo un ciclo di affreschi realizzati da Ghizzardi che oggi viene riconosciuto come una delle opere più sorprendenti dell’Outsider Art internazionale (anche per questo dall’agosto 2015 la Casa Museo "Pietro Ghizzardi” è membro della European Outsider Art Association – Eoa).

Casa Falugi

Ritratti di personaggi storici  o dello spettacolo, volti di amici e trasposizioni figurative di leggende popolari o storie sacre. Insieme ad animali feroci o domestici. Una serie di soggetti popolari che convivono e si susseguono lungo le pareti dei due piani della villa settecentesca, per una sorta di affresco itinerante, realizzato con colori auto-prodotti (caligine, mattoni tritati o terra) e rifinito con l’erba romice, utilizzata come fissativo. È qui che si traduce nella sua interezza l’immaginario di Ghizzardi, con i muri di questa abitazione – che Cesare Zavattini definì "la Cappella Sistina” della Bassa - che rappresentano un immenso palinsesto iconografico del repertorio espressivo dell’artista, dove l’arte figurativa viene accompagnata e arricchita da vari inserti testuali. Ghizzardi amava la scrittura, pur essendo, anche qui, puramente autodidatta (ne è una prova la sua celebre autobiografia: ‘Mi richordo anchora’). Ma sentendo, proprio come avveniva con la pittura, l’esigenza di esprimersi, a modo suo. Così tra i suoi disegni ed affreschi viene spesso descritto didascalicamente ciò che si vuole raccontare, a volte ampliando i contenuti dei dipinti, estendendo i significati, approfondendo i contenuti. Sia pure in forma sgrammaticata, ma comunque (e forse anche per questo) carica di espressività. Illustrando anche le ragioni celate alle sguardo. Riuscendo a raggiungere le corde che la pittura, da sola, non sempre riesce a toccare.
Casa Falugi è ancora oggi un’abitazione privata ed è pertanto visitabile esclusivamente su prenotazione, in base alle disponibilità di proprietari e custode. Non proprio comodo, probabilmente, ma l’esperienza vale senz’altro la pena.

Alessio Crisantemi

Casa Museo Al Belvedere "Pietro Ghizzardi”
Associazione Culturale "Pietro Ghizzardi” – Centro Documentale e Archivio Storico
via De Rossi, 27/B 42022 Boretto (RE)

Casa Falugi
Viale Giovanni XXIII, Boretto (RE)

Mail: info@pietroghizzardi.com 
Telefono: 0522 965 146 
Email: info@pietroghizzardi.it 
web : www.pietroghizzardi.it
Orari : apertura su prenotazione
Per info telefono : 340 5072384

 


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