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L'attacco di Meryl, contro le azioni del violento Trump che "non sono in un film". E la Streep, ancora una volta, trionfa

   
   
 
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Saranno ricordati, forse più per nomination e "anticipi" all'Oscar, per quello che una delle attrici più celebri della nostra storia e sicuramente tra le più versatili, Meryl Streep, non ha risparmiato al futuro Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. 
Nella notte della 74esima edizione dei premi consegnati dalla Hollywood Foreign Press Association, i Golden Globe appunto,  dominata dal musical diretto da Damien Chazelle La La Land, l'attrice ha puntato il dito contro il presidente eletto, criticandolo per aver fatto l'imitazione di un reporter disabile, una persona che non poteva difendersi. 
Insomma con la sua performance, Meryl ha offuscato un poco il risultato di Elle, il film francese di Paul Verhoeven, che ha portato a casa il premio come miglior film straniero e quello all’attrice drammatica andato a Isabelle Huppert, il Golden Globe ad Animali notturni (per l'interpretazione di Aaron Taylor-Johnson come attore non protagonista) o a Zootropolis (premiato come miglior film d’animazione).
Perché? Perché la sua è stata una vera e propria dichiarazione politica, a cui Trump ha prontamente risposto. «Apparteniamo alla categoria più diffamata in America. Pensateci: Hollywood, stranieri, stampa. Cos’è Hollywood? Tante persone che arrivano da posti diversi. Hollywood è piena di stranieri, per cui se dovessero cacciarli via non avreste altro da guardare se non football», è stata la prima battuta.
Poi la Streep è andata sul vivo: «Quest’anno ci sono state tante performance importanti ma una in particolare mi ha colpito (e non in positivo): quella in cui la persona chiamata a sedersi nel posto più rispettato del nostro Paese ha fatto l’imitazione di un reporter disabile, una persona che non poteva difendersi. Non riesco a non pensarci perché non era in un film, ma era vita reale. Quando questo istinto ad umiliare viene da un potente, è come se si desse il permesso ad altre persone di fare lo stesso: la mancanza di rispetto porta mancanza di rispetto, la violenza genera altra violenza». Il neo Presidente? Ha liquidato il tutto con un "La Streep è una amante di Hillary", una di quelle persone "liberali" del cinema. In America popolare quanto Trump, ma decisamente più osannata. 
 


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