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Biennale Arte 2017: l'Ucraina schiera il grande fotografo Boris Mikhailov in rappresentanza del Paese

   
   
 
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In Italia lo abbiamo visto a Camera, a Torino, e al Madre di Napoli, lo scorso anno. Lui è Boris Mikhailov, acclamatissimo fotografo, che rappresenterà il padiglione ucraino alla 57esima Biennale di Venezia, in una mostra a cura di Dallas contemporary.
Un paradosso? No, perché il direttore esecutivo dell'Associazione, Peter Doroshenko, è stato anche il commissario dell'Ucraina a Venezia nel 2007 e nel 2009, ed è l'ex direttore del Pinchuk Art Centre a Kiev; l'assistente curatrice, Lilia Kudelia, ha lavorato invece a capo delle relazioni esterne del Mystetskyi Arsenal.
Mikhailovic presenterà la nuova serie "Parlamento" (iniziata nel 2014 e ancora in corso), che si concentra sull'interazione di fotografia con le interfacce dei media, e l'interazione tra analogico e digitale. Settant'anni, di base a Berlino, formatosi da autodidatta alla fine degli anni Sessanta, Mikhailov ha da sempre sviluppato un interesse per l'immagine costruita nel particolare, e che da sempre ha usato uno sguardo critico nei confronti della propria società.
I curatori ha descritto il suo lavoro come "Sintomatico del panorama corrente e del clima della società "post-verità" in cui viviamo". Oltre alla mostra principale di Mikhailov il padiglione comprenderà anche opere di artisti ucraini che sono stati incaricati di interpretare e riflettere sulla società ucraina partendo dalle esperienze del grande fotografo. 
 


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