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Fino al 21.III.2017
Davide Mancini Zanchi, BOX
AplusB, Brescia

   
  Silvia Conta 
 
Fino al 21.III.2017 - Davide Mancini Zanchi, BOX - AplusB, Brescia
pubblicato

Cosa c’entra un telaio da pittura con le gare di Formula 1? Per scoprirlo abbiamo vistato "BOX”, la personale di Davide Mancini Zanchi, classe 1986, alla galleria AplusB di Brescia. La sala della mostra, circoscritta da una vetrofania e una tenda create ad hoc dall’artista, si trasforma in uno spazio dal sapore quasi scenico in cui una sola opera - un tradizionale telaio da pittura - sembra essere stato spostato da un treppiede in acciaio alla parete. Il telaio è, in realtà, composto al 95% da fibra di carbonio, come nessun altro fino ad ora. Nessuna traccia, invece, di un presumibile dipinto che quel telaio dovrebbe sorreggere. Per comprendere il titolo e l’allestimento è necessario fare appello al mondo della Formula 1, immaginare i box in cui avvengono la preparazione e l’assistenza alle macchine in gara. Il parallelismo con il mondo delle corse automobilistiche è affidato all’impiego della fibra di carbonio e al concetto di box quale officina itinerante, creando una sovrapposizione tra esso e l’atelier, luogo simbolo della creazione artistica. Queste associazioni portano l’attenzione non solo al processo pittorico in termini di perizia tecnica e necessità di sinergia tra tutti gli elementi – come per un bolide -, ma lega il lavoro ad una serie di opere precedenti di Mancini Zanchi in cui aveva già introdotto dei particolari in fibra di carbonio, come citazione delle tuning cars. Attraverso l’impiego di questo materiale all’avanguardia, ma che nulla ha a che vedere con la pittura, l’artista trasforma il telaio in un punto di convergenza di domande cruciali sulla pittura e i processi: dal ruolo di ciò che "non si vede” in un quadro all’evoluzione di strumenti, materiali e tecniche in una forma d’arte tanto antica, fino alle considerazioni se esista un insieme di parametri o metodi che possano assicurare la riuscita ottimale di un’opera o, semplicemente, garantirle lo status di opera d’arte. 

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Con questo lavoro, dal titolo - 10,870, Mancini Zanchi prosegue nell’approfondimento di uno dei temi portanti della sua ricerca: la riflessione sulla pittura attraverso un discorso metapittorico. Gli esiti della sua indagine sono dotati di una sintesi tra forma e concetto di rara efficacia e derivano dalla freschezza del suo approccio, spesso scambiata (anche a causa della sua giovane età) per un’ironia quasi goliardica, su cui gli abbiamo chiesto di aiutarci a fare chiarezza. «Non amo – precisa l’artista - che al mio lavoro sia associato il concetto di ironia: in esso non c’è mai l’intenzione di far sorridere. Preferisco che si usi il termine leggerezza, che risiede sia nella mia volontà di non appesantire - da molteplici punti di vista - le mie opere, sia nel mio essere totalmente libero nella sperimentazione, sgravato dalla "funzione sociale” che l’arte oggi sembra non avere più. Questa libertà, talvolta, può lambire il confine dell’ironia, ma essa non è né il fine né il mezzo della mia ricerca». 
"BOX" è la terza personale di Mancini Zanchi alla galleria AplusB, la prima a scommettere sul suo lavoro e a seguirlo in un percorso ricco di conferme che lo ha visto in mostre di importanti istituzioni pubbliche e private e entrare in rilevanti collezioni. Il 16 marzo, inoltre, sarà inaugurata una personale alla Galleria Nazionale delle Marche nel Palazzo Ducale di Urbino con una selezione di opere inedite recentissime. Cinque anni di impegno a cui il gallerista, Dario Bonetta, guarda con soddisfazione: «La nostra collaborazione è nata nel 2012, quando Mancini Zanchi frequentava l'accademia, ricordo l'allestimento di piccoli dipinti che mi fece vedere al primo studio-visit. Opere che riviste oggi, alla luce di come si è sviluppato il suo lavoro, già contenevano le direttrici della sua ricerca, idee che nel tempo si stanno articolando. Il suo approccio diretto e di sintesi mi ha sempre colpito in quanto dà origine ad opere che possono essere considerate campi d'azione che coinvolgono fortemente l’osservatore». 

Silvia Conta
mostra visitata il 17 febbraio

Dal 18 febbraio al 21 marzo 2017
Davide Mancini Zanchi, Box
Via Gabriele Rosa, 20/a 25121 Brescia
Orari: da giovedì a sabato dalle 15:00 alle 19:00
Info: www.aplusb.it
 


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