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Fino al 6.V.2017
LIUBA, Guardando Oltre
Galleria Marconi, Ascoli Piceno

   
   
 
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Immaginate di camminare per le strade di una città con la vista inibita da un paio di occhiali completamente oscurati e di fermarvi poi in silenzio entro i confini stabiliti di un perimetro al di là del quale c’è un pericolo mortale… immaginate di rispettare il silenzio in attesa di una rivelazione… e aprendo gli occhi di ritrovarvi in una galleria d’arte, "accecati” da un bagliore intellettuale. 
Siete a Cupra Marittima in provincia di Ascoli Piceno dove Galleria Marconi e Marche Centro d’Arte ospitano la rassegna "Di versi diversi?” e giunti al quarto appuntamento presentano la personale e un progetto performativo della videoartista e perfomer LIUBA. La mostra si intitola "Guardando Oltre"  e la performance collettiva partecipativa Tiresia Marittima, presentata nel giorno del vernissage ad aprile scorso. 
Ebbene l’esperienza fisica e diretta prima suscitata, prende corpo da due nuclei tematici fondanti del lavoro recente di LIUBA, potenti e indipendenti tra loro, qui – site specific – coerentemente e poeticamente intrecciati: la denuncia dell’abitudine contemporanea al "non-vedere” e l’attenzione alla condizione dei rifugiati.
L’artista in questi oltre vent’anni di carriera continua ad affrontare nodi sociali, questioni antropologiche e spirituali con esiti estetici ed evocativi di grande suggestione e chiarezza, mostrando la ridondanza di certe dinamiche umane, con se stessi e nei gruppi, attraverso differenti linguaggi: nello spazio di Franco Marconi numerose stampe di riprese fotografiche e di still da video e installazioni che riguardano le sue performance, tracce di azioni solitarie e partecipate come infatti gli esiti di Tiresia Marittima; nonché quattro preziosissimi video: gli storici Il Cieco di Gerico del 2003 e I love to see the Armory del 2006, testimonianze delle relative performance alla Biennale di Venezia e al The Armory Show di New York, e i più recenti Refugees Welcome del 2013-2016 ricavato dalla performance al Kreuzberg Pavillon a Berlino (affiancato alla Letter to Refugees autografa del 2013 con cui l’artista coinvolgeva i rifugiati invitandoli a raggiungerla in galleria) e You’re Out del 2014-2016, tratto anche questo dalla serie dedicata al tema dell’esclusione/re-inclusione. Tra gli altri, esposti anche gli oggetti che compongono lo stage di With No Time #1 e #2 del 2015-2016, come il tappeto sul quale i partecipanti sono chiamati a stare in piedi con le palpebre chiuse e in silenzio per 12 minuti, stipati uno accanto all’altro, sconosciuti tra loro, tanto quanto i migranti nello spazio della barca in cui sono costretti a viaggiare.

LIUBA, Jericho in Bremen – 2011-2017, performance a Brema, fotografia digitale da performance su dibond

«Quando il gallerista mi ha chiesto un lavoro che riguardava la disabilità ho scelto di lavorare sull’idea di cecità, concepita sia come disagio fisico, sia come metafora della cecità e superficialità che permea il nostro mondo contemporaneo, dove […] non riusciamo più a "vedere” in profondità, diventando in un certo qual modo ciechi. Ciechi al senso della vita, ciechi alle piccole cose, ciechi ai bisogni degli altri… questa cecità è anche il diaframma con cui molte persone affrontano il problema dei rifugiati, non "vedendone” l’umanità e facendosi idee frettolose del problema». 
LIUBA con queste intenzioni, come poi in questi ultimi anni, prepara la regia di esperienze dove il pubblico e le persone comuni sono protagonisti dell’opera. Con lei, l’arte è propriamente uno strumento per aprire a nuovi sguardi, per cui ritrovandosi ciechi si può vedere oltre.
Come cita inoltre il contributo critico di Valentina Falcioni, l’azione di Liuba aiuta a "sciogliere confini tracciati da un analfabetismo empatico”.
Appare svettante dalla parete di fondo della galleria l’icona rappresentativa di alcuni suoi topic: l’immagine degli occhiali "epici” fittamente stuccati di bianco (si vedano anche le stampe di In Buren at the Armory, 2006-2017 e di Jericho in Bremen, 2011- 2017) che in questa occasione a Cupra Marittima sono diventati strumento e viatico anche di tutti i coinvolti in quest’ultima nuvola performativa! Il bianco e il silenzio in contrasto con il buio della cecità e il frastuono del dolore, sono gli elementi formali e simbolici di un messaggio culturale che parla ai sensi. 


Cristina Principale
mostra visitata il 28 aprile

Dal 9 aprile al 6 maggio 2017 
LIUBA - Guardando Oltre
Galleria Marconi
Corso Vittorio Emanuele, 70 • 63064 Cupra Marittima (AP)
Orari: da lunedì a sabato  dalle 16.30 alle 19.30
Info: galleriamarconi.it

 


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