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Annunciata la shortlist dei finalisti di Artes Mundi, il premio più ricco del Regno Unito

   
   
 
Annunciata la shortlist dei finalisti di Artes Mundi, il premio più ricco del Regno Unito
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Anna Boghiguian, Apichatpong Weerasethakul, Trevor Paglen, Otobong Nkanga e Bouchra Khalili. Questa la shortlist, appena annunciata, degli artisti che potranno concorrere per l’ottava edizione di Artes Mundi, premio d’arte contemporanea più ricco del Regno Unito, mettendo in palio 40.000 sterline. Il concorso, istituito nel 2003 dall’omonima associazione, ha cadenza biennale ed è ospitato dal Museo Nazionale di Cardiff, dove viene allestita la mostra dei finalisti. Solitamente viene privilegiato un approccio sperimentale e concettuale alla pratica artistica, con una certa propensione per il video e il film, e i vincitori delle scorse edizioni sono stati Xu Bing, Eija-Liisa Ahtila, NS Harsha, Yael Bartana, Teresa Margolles, Theaster Gates, John Akomfrah
I cinque artisti finalisti di questa edizione sono stati selezionati tra oltre 450 candidature provenienti da 86 Paesi, per il metodo innovativo e originale con il quale sono stati affrontati argomenti di più scottante attualità, dalle minoranze alla raccolta di dati, fino ai temi ambientalisti, ha spiegato Karen MacKinnon, direttore di Artes Mundi dal 2013. Ancora una volta spicca l’interesse anglofono per l’area africana, se ha ancora senso definire la ricerca artistica per aree geografiche. Khalili è nata a Casablanca ma la sua formazione è francese e, attualmente vive a Berlino, Nkanga è originaria dalla Nigeria, dove ha iniziato gli studi, per terminarli a Parigi, città in cui lavora, e Boghiguian, nata al Cairo, dove ha conseguito una laurea in Scienze Politiche, ha finito gli studi a Montreal e ha fatto del nomadismo una metodologia di lavoro, spostandosi continuamente da un capo all’altro del mondo. Weerasethakul, invece, è nato a Bangkok e nel 2010 ha vinto la Palma d'oro al Festival di Cannes con Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti, film dedicato alla mitologia tailandese. La forma del documentario è praticata anche da Paglen, originario del Maryland, ricercatore all’Università di Berkeley e autore di numerose pubblicazioni sulla realtà controversa del mondo digitale. 
I loro lavori saranno esposti in una mostra che aprirà a ottobre 2018, mentre per conoscere il vincitore, dovremo aspettare il gennaio 2019. 

In home: Theaster Gates 
In alto: Teresa Margolles
 


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