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Cosa resterà del '68? A Ferrara, per Internazionale, l’arte riscopre l’impegno civile

   
   
 
Cosa resterà del '68? A Ferrara, per Internazionale, l’arte riscopre l’impegno civile
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Spalancare un orizzonte inaspettato di possibilità al di là delle convenzioni. A partire, per esempio, già da un orario inconsueto, le 23:59. Un appuntamento insolito per l’inaugurazione di una mostra, quando oggi è finito e domani non è ancora cominciato: una scelta simbolica che, nelle intenzioni degli organizzatori, vuole evocare il senso di sospensione insito nel cambiamento. A lanciare la sfida di un rinnovato impegno politico e civile per l’arte è "Sous les pavés, la plage!", una mostra-evento di tre giorni che inaugura il 29 settembre, a cura di Daniele Capra e Serena Ribaudo
Al centro, i video di Filippo Berta, con i suoi lupi che dilaniano il tricolore, Bianco-Valente, nel filo rosso che ricuce le ferite di una cartografia immaginaria, Giovanni Gaggia, impegnato in una meditazione tra memoria e resilienza sulla Strage di Ustica, Stefania Galegati Shines, con gli infiniti casi di una comédie humaine contemporanea, Regina José Galindo, il cui corpo è struggente strumento performativo per denunciare discriminazioni e segregazione, e Isabella Pers, che rilegge la crisi presente a partire dal vivo ricordo delle devastazioni della Grande Guerra. 
A partire dalla citazione di un celebre slogan del Maggio francese, il progetto nasce dall’intima necessità degli coinvolti di raccontare alcuni degli aspetti più problematici, inestricabili e tormentati della realtà attuale. Ponendo degli interrogativi pubblici. Che cosa resta, a cinquant’anni di distanza dal ‘68, di quell’invito a praticare in prima persona un pensiero libertario e sovversivo rispetto allo status quo? Il lavoro degli artisti può assumere ancora su di sé la necessità di un cambiamento, il peso dell’utopia? 
Domane importanti, che trovano posto per essere formulate all’interno della più ampia cornice dell’edizione 2017 del Festival Internazionale di Ferrara, che si svolge dal 29 settembre al 1 ottobre. Nell’ultimo giorno di questo week-end di confronto con i giornalisti di tutto il mondo, alle ore 12 è il momento di "Transpolitica", da un’idea di Giovanni Gaggia, una tavola rotonda che coinvolge gli artisti Angelo Bellobono, Bianco-Valente, Stefania Galegati Shines, Isabella Pers, Tiziana Pers, Giuseppe Stampone e lo stesso Gaggia, a dialogo con Daniele Capra. Si discutete insieme sui temi dell’urgenza espressiva e sul ruolo dell’artista oggi, alla ricerca di una comunanza critica, rivendicando i valori dell’indipendenza e della cooperazione e proiettando l’azione artistica in una dimensione collettiva, che possa costituire una base comune per progetti futuri. 
Entrambi gli eventi sono ospitati da Ferrara Off al Baluardo del Montagnone e sono presentati dall’associazione Yoruba diffusione arte contemporanea. (Francesco Paolo Del Re

In home e in alto: Giovanni Gaggia, Quello che doveva accadere, 2017
 


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