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GrandArt, primo giro tra gli stand della neonata fiera milanese dedicata a pittura e scultura, tra moderno e contemporaneo

   
   
 
GrandArt, primo giro tra gli stand della neonata fiera milanese dedicata a pittura e scultura, tra moderno e contemporaneo
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Nonostante il tempo inclemente, la partecipazione del pubblico all’opening di GrandArt ieri pomeriggio è stata nutrita. In una fiera specialistica come questa, il fil rouge tra uno stand e l’altro è rappresentato da pittura e scultura, tra maestri del Novecento storico e artisti contemporanei. 
La Galleria Matteotti di Torino espone un interessante compendio di pittura futurista, in particolare del cosiddetto "secondo futurismo”, tra Fortunato Depero, aeropittori (Tullio Crali), Antonio Marasco, non senza rinunciare, vista la provenienza sabauda della galleria, a due pregevoli dipinti di Felice Casorati, che incantano sempre per la loro lirica grazia. MS Spazio Culturale di Brescia propone invece una preziosa minirassegna della punta di diamante della Pop romana, ovvero della cosiddetta Scuola di Piazza del Popolo, con una selezione di opere di Mario Schifano, Tano Festa (notevole l’Obelisco, bassorilievo su tavola del 1963), Franco Angeli (interessante il Senza titolo del 1959, velatura dipinta su carta intelata), e un’incursione di Renato Mambor con due opere eseguite a quattro mani nel 1967, una con Cesare Tacchi, l’altra con Pino Pascali. Lo Studio Vigato di Alessandria, in una fiera tematica come questa, forte della sua collezione di galleria, è sceso in campo sfoderando dei pezzi da novanta. Tra i quali, un raro dipinto di Carlo Maria Mariani del 1981, all’indomani della svolta in chiave pittorica della sua ricerca concettuale, due tele, anch’esse d’annata, di Stefano Di Stasio e Ubaldo Bartolini, insieme a lavori di Vettor Pisani e Gino De Dominicis. Da Proposte d’Arte di Legnano non passa inosservato Joan Miró, con una tecnica mista su pergamena del 1952, in compagnia di altre rarità a firma di Gino Severini e Giorgio Morandi. Tra gli storici non poteva mancare uno dei più grandi pittori del XX secolo, Mario Sironi, presente con opere significative in diversi stand. Tuttavia, si impone per le sue dimensioni decisamente monumentali il dipinto esposto dalla Galleria d’arte 56 di Bologna, che dedica all’artista più di una parete, ospitando persino un lavoro della brevissima parentesi futurista, Ballerina, 1914. Sempre nello stand della galleria bolognese è possibile ammirare una mini-anteprima della mostra che sarà dedicata a Giacomo Balla dal 25 novembre prossimo, a cura di Elena Gigli. Il percorso espositivo, oltre sessanta opere del grande futurista, comprenderà anche una serie di inediti. Nello stand della Galleria dell’Incisione di Brescia, meritano una sosta i disegni di George Grosz e quello di Christian Schad, tutti degli anni Venti. Tante gallerie del nord in questa prima edizione di GrandArt ma il sud non sfigura, con la Galleria Lo Magno di Modica che, tra gli altri, espone Giovanni Iudice, artista raro quanto prezioso. 
Tra gli artisti contemporanei meritano una segnalazione Marzio Tamer, rappresentato dalla milanese Salamon&C., in mostra in questi giorni, e fino al 7 gennaio prossimo, con una personale al Museo di Storia Naturale del capoluogo lombardo; e Alfio Giurato che espone da Federico Rui Arte Contemporanea una galleria delle sue tipiche figure dipinte, dalle tinte terrose e dai volti spesso inquietanti. (Cesare Biasini Selvaggi)
 


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