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Fino al 17.XI.2017
Bethan Huws
Galleria Vistamare, Pescara

   
  michèle humbert 
 
Fino al 17.XI.2017 - Bethan Huws - Galleria Vistamare, Pescara
pubblicato

Ready-made reciproco: Prendre un Rembrandt comme une planche à repasser. Con questa frase Marcel Duchamp esemplifica la sua invenzione. Al significato provocatorio di «tavolo da stiro/planche à repasser», si deve aggiungere quello più sottile di «tavola da ripassare», nel senso di ristudiare una lezione. Un apprendimento improntato alla reciprocità: l’illustre pittore olandese vive anche attraverso gli artisti che ne hanno ereditato il linguaggio, per svilupparlo. Insieme all'ironia denigratoria nei confronti della storia dell'arte, personificata in Rembrandt, il maestro dell’avanguardia esprime una concezione diametralmente opposta secondo i principi da lui stesso formulati dell’ironisme d’affirmation e della cointelligence des contraires.  Rembrandt è da prendere in considerazione, e quindi da ripassare. D’altronde la sua volontà di utilizzare la tradizione è esplicita quando afferma nel 1946: " Volevo rimettere la pittura al servizio dello spirito...Fino agli ultimi cento anni, tutta la pittura era religiosa o letteraria : era stata messa al servizio dello spirito". 
Questo genere di interpretazione non appartiene solo allo storico dell’arte. Sottintende la ricerca artistica all’interno del linguaggio dell’arte contemporanea. Fra gli artisti c’è chi senza complessi rileva la sfida e prende Duchamp come una «table/tavola» da ripercorrere, anche nel senso etimologico di quadro (tableau), dando forma  e consistenza alla «reciprocità». Nella storia dell’arte è più significativo parlare di «reciprocità» piuttosto che di influenza. 

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Bethan Huws, Neon Queen, 2017, tubi di neon, plexiglas, metallo, trasformatori.

Lo dimostra il lavoro di Bethan Huws in mostra attualmente alla galleria Vistamare di Pescara. Dopo aver installato nell’ampio spazio Unlimited di Art Basel una foresta di 88 Scolabottiglie attorno ad un neon di forma identica, l’artista gallese disloca le diverse fasi ed espressioni della sua opera attraverso cinque sale. Per una percezione più immediata tentiamo di nominare ogni componente: lettere, parole, frasi, manoscritti, bronzo, vetro, pizzo, legno, ciliegio, faggio, alluminio, vetro, plexiglas, sabbia, cipolla, seta, rame, bronzo, cotone, neon (verde guarda caso), trasformatori, etc, sotto forma di appendiabiti, schermo, vetrine, scolabottiglie, quadri, tubi, clessidra, puzzle, appunti, pagine scritte ed illustrate, post-it, fiocchi di neve, humour, numeri, immagini. Con uno stile essenziale, Huws sviluppa espressioni iconografiche multiple. Lo scolabottiglie di Forest diventa una corona in Neon Queen. Nelle tavole illustrate appese al muro, Research Notes, evoca un portacandele da chiesa. Queste ultime sono state raccolte dall’autrice in un volume di circa 650 pagine. Rappresentano innumerevoli formule associative tra figurativo e linguistico, dal codice duchampiano a quello proprio, attorno al comune bilinguismo. Da artista visiva, ossia dall’interno del fare, Bethan rinnova l’ut pictura poesis addentrandosi nei meandri della produzione figurativo-linguistica duchampiana, mettendo in pratica cio’ che l’inventore dei ready made chiamava l’être plastique des mots/ la plasticità delle parole. Alcuni esempi fra i tanti: il confronto tra l’Archimède di Ribera ed un autoritratto fotografico di Duchamp, l’’intera pagina dedicata alla decina di opere di Marcel che comprendono il vocabolo «porte», porte-bouteilles, porte-fenêtre, etc. Una stanza della mostra è occupata dalle word vitrines, quadri di parole bianche su fondo nero. B. Huws assume vertiginosamente anche la dimensione storico-artistica di Duchamp, per contiguità, in riferimento anche all’iconografia cristiana. Un metodo più credibile quando è l’artista, non il critico d’arte, ad impegnarsi nella ricerca di un equilibrio fra provocazione palese  e tradizione figurativa velata/scoperta, una sorta di cointelligence des contraires, un work in progress infinito.

Michèle Humbert
mostra visitata il 30 settembre

Dal 2 ottobre 2017 al 17 novembre 2017
Bethan Huws 
Galleria Vistamare, Largo dei Frentani 13, 65127 Pescara 
Orari: dal martedì al venerdì 10.00/13.00 e 16.30/19.30; lunedì 10.00/13.00 
Info: www.vistamare.com info@vistamare.com

 


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