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Labirintica Gorizia. Maria Rebecca Ballestra prosegue il suo progetto di arte diffusa

   
   
 
Labirintica Gorizia. Maria Rebecca Ballestra prosegue il suo progetto di arte diffusa
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A Gorizia, prosegue Labrys, il progetto di mostre diffuse dell’artista visiva Maria Rebecca Ballestra e curato da Giorgia Gastaldon. Un itinerario in nove tappe per altrettante sedi espositive nella città isontina, che coinvolgerà 12 artisti, con esposizioni, talk, laboratori didattici e performance, fino a marzo 2018. Un percorso intorno al tema del labirinto, nelle sue molteplici accezioni e declinazioni, a partire dalle suggestioni di The Truth of the Labyrinth, testo dell’artista-filosofo Julien Friedler. Nove tappe che restituiscono due anni di lavoro e peregrinaggio di Maria Rebecca Ballestra, periodo in cui l’artista ha realizzato opere in collaborazioni con altri soggetti del mondo del contemporaneo, artisti, coreografi, attori, scrittori, o in occasione di residenze che l’hanno vista protagonista in Italia e all’estero. 
Dopo il lancio del progetto lo scorso ottobre – al Parco Basaglia, in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale – con le prime due mostre che hanno indagato il tema del corpo e del gioco, è ora la volta del tema del tempo e del mistero. Per questa seconda tappa – e fino al 28 gennaio prossimo – negli spazi espositivi di Belo189 di Studio Faganel in via Carducci 41, è visitabile la mostra collettiva Labirintica, dedicata al tema della tradizione orale e della memoria, con lavori di Rachela Abbate, Julien Friedler, Mauro Panichella, Berty Skuber, Robert Smithson, Aldo Spinelli che dialogano con le opere di Ballestra. Presso il Kinemax di Piazza Vittoria, nei giorni di proiezione cinematografica, il pubblico può vedere un’opera ispirata alle Isole Solovski – tra i primi gulag bolscevichi – e al loro misterioso labirinto di pietra. 
Promosso dal Centro di Salute Mentale "Parco Basaglia” di Gorizia ed Altreforme Udine, con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, ‘Labrys’ vanta un parterre di importanti partner internazionali tra cui Signal Fire Art (Arizona), The Emily Harvey Foundation (Venezia), Associazione Julien Friedler per l'Arte Contemporanea Italia-Belgio, Teatro delle Nuvole (Genova), Proballet (San Remo), Galleria Spazio Testoni (Bologna), solo per citarne alcuni. Tra febbraio e marzo le tappe conclusive del progetto. (Giada Centazzo)
 


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