Fino al 7.I.2018 - Manufatto In Situ - 10 Paesaggi - CIAC, Foligno 3077 utenti online in questo momento
exibart.com
 
community
Express
22/10/2018
Luca Guadagnino ha progettato il nuovo negozio Aesop a Roma
22/10/2018
La comunità è una domanda. Rispondono gli studenti di Brera con una mostra
22/10/2018
Antiche questioni di identità. Il codice Maimonide in esposizione a Roma
+ archivio express
Exibart.segnala
Blog
recensioni
rubriche
         
 

Fino al 7.I.2018
Manufatto In Situ - 10 Paesaggi
CIAC, Foligno

   
  Davide Silvioli 
 
Fino al 7.I.2018 - Manufatto In Situ - 10 Paesaggi - CIAC, Foligno
pubblicato

Una mostra esemplare, poiché in grado di compendiare efficacemente tutte le ramificate esperienze in ambito di arte ambientale che si sono avvicendate nella regione Umbria in circa mezzo secolo di storia, istituendo simultaneamente parallelismi con altri paesaggi, realtà e contesti creativi italiani. Al tempo stesso, questa paradigmaticità quasi didattica – che ha permesso che l'esposizione sia oggetto anche di laboratori e eventi collaterali – non priva affatto la mostra dall'adozione di una sua scrittura espositiva che in questa circostanza, per ragioni disciplinari, dimostra grande coerenza filologica.
"Manufatto in situ – 10 Paesaggi/documentario/inventario/immaginario", a cura dell'Associazione Culturale Viaindustriae e ospitata negli spazi del Centro Italiano d'Arte Contemporanea di Foligno fino al 7 gennaio 2018, trae ispirazione e ragion d'essere dall'omonimo progetto di residenza d'artista e arte ambientale organizzato sempre da Viaindustriae e che da dieci anni a questa parte ha intelaiato relazioni con artisti, critici e operatori culturali, programmando laboratori, seminari e interventi con lo scopo di approfondire la relazione fra architettura, arte e natura. 

null
Manufatto In Situ - 10 Paesaggi, vista della mostra, CIAC, Foligno

Dunque, questi dieci anni di attività e sperimentazione che hanno portato i soggetti coinvolti a operare in tanti luoghi deputati all'arte e all'ambiente, vengono raccontati e descritti a loro volta da dieci tavoli o aree tematiche dove, anche attraverso il confronto con momenti artistici di estrazione diversificata, si vuole delineare un profilo esauriente di quanto e come l'opera d'arte vada inevitabilmente a dialogare con i luoghi che la accolgono e custodiscono; quindi non solo necessariamente le pareti di una sala museale, ma anche un ambiente urbano, naturale o architettonico. Ciò risulta possibile mediante la straordinaria quantità e qualità delle rare fonti presenti in mostra, un vasto corpus di testimonianze documentarie, cronachistiche, editoriali e artistiche di alto livello che può essere a sua volta suddiviso in opere-documento e documenti-opera, attestanti il grande lavoro speculativo che è a monte di questa iniziativa. Difatti, fra articoli, pubblicazioni e stampati vari si incontrano i nomi e le presenze di più di cento rilevanti artisti quali – solo per citarne alcuni – Vincenzo Agnetti, Sol Lewitt, Piero Gilardi, Gino De Dominicis, Joseph Beuys, Mario Airò, Maurizio Nannucci, Mauro Staccioli, Giuseppe Uncini. Così procedendo e grazie a correlazioni artistico-culturali, la mostra riesce nell'intento di determinare una categorizzazione di tutte quelle variazioni interne all'accezione di paesaggio, coincidente al contempo con le suddette dieci stazioni tematiche che articolano il percorso espositivo, partendo dal dallo studio del legame fra arte e urbanistica degli anni sessanta, fino ad arrivare alle definizione del contemporaneo post-paesaggio. 
Si veda, pertanto, come la mostra finisca per tracciare una cartografia e una toponomastica propria, trasversale e alternativa, poiché guardata e scoperta dal punto di vista dell'arte; capace quindi di toccare nello stesso momento contesti culturali, luoghi umani e paesaggi naturali eterogenei. E si veda, concludendo, come inviti ciascun osservatore a disegnare una sua personale geografia artistico-ambientale, arrivando anche a far riflettere su alcuni dei contenuti fra i più urgenti della nostra attualità come il rapporto con la natura, il senso della città e su come l'individuo sia in grado di muoversi dentro questi labili perimetri.
Si segnala – infine – l'appuntamento del 5 gennaio 2018 ore 16 che con il seminario Architettura verso Arte/Arte verso Architettura (fra gli invitati anche il prof. E. Crispolti), nonché con la presentazione del catalogo bilingue firmato Viaindustriae Publishing – un'indagine inedita sul trinomio architettura/arte/natura – chiuderà ufficialmente l'evento.
  
Davide Salvioli
mostra visitata il 9 dicembre           

Dal  9 settembre 2017 al 7 gennaio 2018
Manufatto in situ, 
CIAC, Centro Italiano Arte Contemporanea, via del Campanile 13, Foligno
Orari: il venerdì, ore 16-19; il sabato e la domenica, ore 10.30-12.30 e 16.19
Info: tel.0742481222 (ven - sab - dom); cell.3423682454 www.centroitalianoartecontemporanea.com/

 


strumenti
inserisci un commento alla notizia
versione in pdf
versione solo testo
le altre recensioni di Davide Silvioli
registrati ad Exibart
invia la notizia ad un amico