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Uwe e l'amore per Piazza Garraffello

   
   
 
Uwe e l'amore per Piazza Garraffello
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Un artista austriaco, 18 anni fa, non so se per scelta o per destino, incontrò la città di Palermo. Precisamente la Vucciria. Ancora più precisamente Piazza Garraffello: un insieme di ruderi e palazzi dal passato glorioso, ormai inginocchiati all’incuria e all’abbandono. Pare che quel giorno, tra Uwe Jaentsch e quella piazza, accadde qualcosa. Che cosa di preciso non lo so. Forse si innamorarono, forse semplicemente si adottarono a vicenda. È sicuro però che decisero di accudirsi. L’artista trovò muri che presto iniziò a chiamare casa e, soprattutto, uno spazio inusuale per la sua arte. Piazza Garraffello aveva finalmente trovato qualcuno che gli aveva dato un nuovo senso e una nuova bellezza. Inizia così uno dei progetti artistici più sinceri e belli in cui mi sia mai imbattuto. Roba che a descriverla ci vorrebbe uno molto più bravo di me! Per darvi comunque un’idea della bellezza di tutto questo, basta pensare al tempo. Perché è li che sta la meraviglia. Il tempo. Tutto il tempo necessario a trasformare lo spazio in arte: anni e anni in cui Uwe è intervenuto sulle strutture circostanti, creando una realtà alternativa, fatta di "cattedrali" edificate ricomponendo la spazzatura,  di banche e di negozi che non esistevano più fino al momento in cui l'artista non ne ha ricostruito le insegne, di facciate ricondotte alla bellezza dal gesto pittorico. La piazza diventa cantiere di un restauro che non si avvale di cemento e progetto architettonico ma di vita e pensiero artistico. Vi giuro: una meraviglia.
E poi lui diventa quella piazza. E la gente della Vucciria diventa parte di quell’opera. E nessuna regola, da quel momento, varrà più come prima! I rifiuti saranno chiesa, le saracinesche abbassate diventeranno nuove inaugurazioni, l’austriaco sarà più palermitano di tanti. Sarà poi normale vedere uno biondo, appeso in alto, a dipingere rose su muro crepato qualsiasi.
Ora, da quella piazza, anche gli ultimi se ne sono andati. Pare che il Comune abbia deciso di restaurare tutto quanto, di mettere le cose a posto! Pare che questo progetto di riqualificazione passi per 17 imprenditori che dovrebbero fare qualcosa. Pare anche che più che imprenditori siano architetti e, come tali, non disponendo di soldi propri, stiano attendendo finanziamenti, magari europei. Io su questa storia non ho abbastanza elementi per prendere una posizione giuridico-legale, ma, per prassi e per inclinazione, mi associo al mio amico Uwe, che dalla piazza non vuole sloggiare. Siamo tutti  favorevoli al recupero di un pezzo di città sgarrupato e abbandonato. Ma vorremmo sapere anche cosa e con quali soldi si fa. Se i soldi sono pubblici, allora il progetto dovrebbe avere un senso pubblico e, magari, condiviso con gli abitanti della città e del quartiere. Se invece i soldi sono di un privato, che si è comprato area e palazzi, allora, anche se a malincuore, saremmo costretti ed abituati ad alzare le braccia, nell’attesa di vedere un nuovissimo e firmatissimo centro commerciale.
Comunque noi di Exibart seguiremo la vicenda al fianco del nostro amico Uwe. Che di sicuro è la persona a cui il destino di piazza Garraffello sta più a cuore! (Uros Gorgone)

 


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