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Se Checco Zalone non va al cinema? Secondo i dati Anica, magri incassi per il grande schermo

   
   
 
Se Checco Zalone non va al cinema? Secondo i dati Anica, magri incassi per il grande schermo
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Se Checco Zalone non va al cinema, non ci vanno nemmeno gli italiani. E così il 2017 è stato l’anno terribile per il grande schermo, secondo i dati recentemente diffusi da Anica. Secondo l’Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche, i titoli nazionali diffusi nelle sale in questo anno appena trascorso, hanno incassato 103.149.979 euro, un disavanzo di circa 89 milioni rispetto al 2016, con il 46.35% di presenze e il 44.21% di biglietti in meno. Negli incassi totali del settore, la percentuale di contributo italiana si ferma al 17.64%, un crollo rispetto agli ultimi quattro anni. 
Comparando i dati, tra i motivi che potrebbero giustificare un risultato così negativo, risalta l’assenza di un nome di tendenza, come quello di un comico come Checco Zalone che, evidentemente, deve piacere molto al pubblico nostrano, visto che nella top ten dei film che hanno incassato di più in Italia, nella storia, ci sono addirittura tre suoi titoli: al secondo posto Quo Vado, del 2016, con più di 65 milioni di euro, 9 milioni di spettatori e una polemica per i prezzi maggiorati, al terzo posto Sole a catinelle, del 2013, con quasi 52 milioni di euro, infine, al sesto posto, Che bella giornata, del 2011, con 43 milioni di euro. A salvare il salvabile, ci hanno pensato Alessandro Siani e Diego Abatantuono, con Mister Felicità, e Ficarra e Picone, con L’ora legale, che hanno incassato entrambi poco più di 10 milioni. 
Se è andata bene al cinema USA, primo per nazionalità nel 2017, con 19.2 milioni di euro e 1.9 milioni di biglietti in più, la situazione in generale fa emergere segnali critici, con una diminuzione di incassi dell’11.63% e di presenze del 12.38%, la flessione più grave negli ultimi quattro anni. Il film che ha ottenuto più incassi è La bella e la bestia, remake live action del classico Disney, a opera di William Condon, che supera abbondantemente i 20 milioni, unico film del 2017 a entrare nella classifica dei 50 film più ricchi di sempre, in Italia. Tutto questo è accaduto in un 2017 comunque affollato di film, con 536 pellicole distribuite in sala, di cui 216 di produzione o coproduzione italiana, 8 in più rispetto al 2016, per una quota del 40% sul totale, +2% sul 2016. 
Non rimane che guardare al futuro, con un 2018 che sembra essere iniziato bene per il cinema nostrano. Al BAFTA-British Academy of Film and Television Arts, Luca Guadagnino ha ricevuto cinque nomination per Chiamami con il tuo nome: miglior film, miglior regista, miglior attore protagonista, miglior sceneggiatura non originale e miglior stella emergente. La competizione, però, sarà durissima, insieme a L’ora più buia, di Joe Wright, Dunkirk, di Christopher Nolan, The Shape of Water, di Guillermo del Toro, e Tre manifesti a Ebbing, Missouri, di Martin McDonagh. Nel 2018 torneranno in sala anche Paolo Sorrentino, con il film su Berlusconi, Gabriele Muccino e Carlo Verdone, con Benedetta follia, in uscita l’11 gennaio, oltre ad alcuni outsider, come La profezia dell'Armadillo, tratto dalla graphic novel di Zerocalcare e diretto da Emanuele Scaringi, con un cast di tutto rispetto, con Simone Liberati, Pietro Castellitto, Laura Morante, Valerio Aprea, Claudia Pandolfi, Teco Celio e Diana Del Bufalo. Invece, i fan di Checco Zalone rimarranno delusi perché, per ridere con il proprio beneamato comico, dovranno aspettare il 2019.
 


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