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Bologna Art Week/19. Cosa abbiamo visto (e salvato) all’ultima edizione di Arte Fiera

   
   
 
Bologna Art Week/19. Cosa abbiamo visto (e salvato) all’ultima edizione di Arte Fiera
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Con 100 gallerie in meno e due soli padiglioni, dell’edizione 2018 dell’Arte Fiera di Bologna se n’è parlato in mille modi. Critiche e contraddizioni a parte, qui il nostro breve report, per cui abbiamo scelto, inevitabilmente in modo arbitrario, solo 10 gallerie che, secondo noi, meritavano una menzione. In alcuni casi, gallerie poco conosciute, contro ogni aspettativa, mentre per altri, gallerie storiche, a riconferma del valore dei progetti di allestimento. Tra le novità (poche) e tantissime opere di artisti storicizzati, ecco il punto. 
Abbiamo sentito che aria tirava direttamente dagli espositori della Galleria Lara e Rino Costa, di Valenza (AL), per cui le vendite, anche se in calo rispetto ad altri anni, restano importanti, nonostante il coraggioso allestimento in Fiera, lodato dalla stessa Angela Vettese per la scelta singolare e, quindi, rischiosa delle opere esposte. Per il notissimo Studio Trisorio di Napoli, che ha all’attivo artisti come Marisa Albanese, Umberto Manzo e un Carlo Alfano riscoperto e ora in mostra al MART di Rovereto, le vendite non sono mancate e soprattutto nel segmento della fotografia, andata a collezionisti italiani. Fiera della propria selezione, la galleria Opere Scelte di Torino, fondata nel 2012 da Emanuela Romano e Valentina Bonomonte, ha presentato i lavori di Walter Visentin e Pierluigi Pusole. Lo spazio torinese, poco conosciuto, ha esposto gli universi, una sorta di telescopi inversi che, a seconda del punto da cui si osserva, propongono una visione intima e immaginifica di frammenti celesti e rocce sospese. In realtà sono in poliuretano espanso ma lo sguardo che ci induce ad avere sul punto focale rende queste opere tra le migliori della kermesse bolognese. È eccezionale anche la scelta della Galleria Maria Livia Brunelli. L’opera fotografica di Mustafa Sabbagh è finita anche sulla copertina di Repubblica ma anche gli altri artisti non sono da meno, con nomi del calibro di Mario Cresci o di Silvia Camporesi. L’impressione della curatrice e giornalista sull’edizione della Fiera è anche quest’anno positiva, come lo è quella della Galleria Punto sull’Arte di Varese, che ha esposto l’umanità in bilico di Alex Pinna e gli alberi di Marika Vicari, tra gli altri. Punta di diamante della Fiera è stata l’esposizione della Galleria Morone di Milano, con le opere di Maria Lai. Altrettanto interessanti gli allestimenti di Deanesi Gallery di Trento, della Galleria Paludetto e della Galleria Montoro12 di Roma, che il 7 febbraio inaugura "A Horizon Falls", una mostra sull’opera di Luis Felipe Ortega. Molto semplice e contemporaneamente originale è il lavoro del collettivo mantovano Parasite20, della galleria Corraini, finalista Euromobil under 30. Forse meno interessanti sono state le opere degli artisti che poi sono risultati vincitori. 
In generale, resta ancora quest’anno in auge l’antichità, con molti lavori legati al passato, come la Venere in versione metallara e tatuata. Ma per questa Fiera, definita da Luca Beatrice come «l’ammiraglia delle mostre di stampo nazionalpopolare», una menzione a parte sarebbe dovuta per Il male inflitto alle donne, installazione del 2018 di Giosetta Fioroni, omaggio alle donne vittime di femminicidio. (Anna de Fazio Siciliano)
 


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