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Fino al 25.II.2018
Il tesoro è sempre più grande di quello che hai stretto tra le mani
Museo del paesaggio, Torre di Mosto

   
  Penzo + Fiore 
 
Fino al 25.II.2018 - Il tesoro è sempre più grande di quello che hai stretto tra le mani - Museo del paesaggio, Torre di Mosto
pubblicato

Ancora una volta l’arte contemporanea si fa processo, indagine, dispositivo in grado di attraversare un territorio con sguardo profondo e attitudine critica. La mostra che si apre agli occhi degli spettatori del Museo del Pesaggio di Torre di Mosto è efficace, essenziale e diretta. L’espositivo è compreso tra le due sponde dei lavori fotografici e video di Federica Landi e Pedro Vaz: il fiume che si è fatto ghiaccio intorno agli oggetti rurali della Landi e il fiume che scorre, guarda se stesso ed è osservato dall’artista dei video installati da Vaz. Due lavori che fanno da sponda anche ideale al tipo di approccio avuto dai quattro artisti che hanno partecipato al progetto di Humus Interdisciplinary Residence, piattaforma di arte contemporanea che si pone l’obiettivo di valorizzare e indagare aree rurali di margine. Se da un lato Federica Landi, Victor Leguy e Marco Maria Zanin hanno concentrato la ricerca sul campo, durata un mese e mezzo, sugli oggetti concreti che fanno da testimoni alla storia di un territorio profondamente modificato dall’intervento dell’uomo (stiamo parlando di un paesaggio restituito alla vita dalle bonifiche novecentesche), dall’altro Pedro Vaz ha cercato quello che l’uomo non avesse avuto la possibilità di trasformare, e quindi il corso del fiume che inesorabile solca il suo letto. 
"Il tesoro è sempre più grande di quello che hai stretto tra le mani" è una collettiva particolare, intrisa dell’esperienza che gli artisti hanno portato con sé dopo essere entrati nelle dinamiche e nella vita del territorio. Il Museo della civiltà contadina, che si trova giusto davanti alla sede museale che ospita la mostra, è stato forse il motore più significativo per gli artisti. Lo dice, ad inizio percorso, quel cubo bianco su cui sono posati, su dei display da mostra archeologica, elementi in ferro di utensili contadini che improvvisamente, proprio grazie all’abile composizione espositiva, rimandano a manufatti ancestrali e antropomorfi. L’opera, di Marco Maria Zanin, fa eco alle fotografie da lui scattate in cui il gioco arcaizzante di re-disposizione degli elementi del museo provoca una loro risemantizzazione, fino a farli quasi confondere con quelli delle mostre di arte primitiva di inizio Novecento. 

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Marco Maria Zanin Senza Titolo, 2018 Stampa analogica ai sali d’argento 15x22 cm

Sempre in dialogo con l’idea stessa di esposizione permanente è l’opera di Victor Leguy, che si rifà alla pratica di ridefinizione di oggetti apparentemente senza valore, rileggendoli secondo un criterio di affettività. Il pezzo in mostra è rigorosamente accompagnato da un certificato di "rinascita”, che ne fa emergere tutto il valore simbolico altrimenti perduto. 
Il lavoro di Federica Landi si configura invece come una riflessione sull’idea di memoria: degli oggetti immersi nelle acque gelide del fiume si coprono di una coltre di ghiaccio che è necessario scalfire per poterla vincere. La memoria, che proprio come l’involucro semitrasparente fa da lente deformante a ciò che si cerca di vedere, deve essere lavorata, affrontata, anche infranta, per potersi trasformare in verità significativa. 
L’attività di rilettura dell’identità locale condotta da Humus Interdisciplinary Residence nel Veneto Orientale è stata individuata da VeGAL (Agenzia di sviluppo del Veneto Orientale), con l’obiettivo di aumentare la qualità della vita e le opportunità di lavoro per la popolazione locale, finanziando progetti che investono sul patrimonio ambientale, storico, culturale, agroalimentare del territorio.
Il progetto Humus Interdisciplinary Residence è nato nel 2015 su iniziativa dell’artista Marco Maria Zanin e coinvolge Carlo Sala, curatore e critico d’arte, e Michele Romanelli, psicologo e mediatore di conflitto.
Il 25 febbraio prossimo alle 17.00 verrà presentata la pubblicazione nata dalla residenza, tappa finale del progetto. 

Penzo+Fiore
Mostra visitata il 28 gennaio

Dal 28 gennaio al 25 febbraio 2018
Il tesoro è sempre più grande di quello che hai stretto tra le mani
Museo del Paesaggio di Torre di Mosto, 
via Boccafossa
Orari: sabato dalle 16 alle 19, domenica dalle 10 alle 12. Da lunedì a venerdì su appuntamento
Info: 0421/324440

 


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