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 “Ecce (H)omo, Guerrieri” di Kirahm e Julius Kaiser per il Festival delle Arti di Ferrara
di Penzo + Fiore
 Penzo + Fiore 
 
WHAT'S QUEER
pubblicato

Ecce (H)omo, Guerrieri è la video performance di Kyrahm + Julius Kaiser che verrà esposta per la quarta edizione del Festival delle Arti di Ferrara 2018, nella sezione "Dare voce al silenzio” a cura di Francesca Mariotti. Kyrahm parla della gestazione dell’opera facendo trasparire tutta la densità di un lavoro che l’ha attraversata da vicino, lasciando segni profondi nel suo sguardo di donna e di performer. 
Quando e come nasce Ecce (H)omo, Guerrieri?
«Il lavoro nasce circa due anni fa. Stavo seguendo gli incontri del comitato LGBT che hanno preceduto l’approvazione della legge Cirinnà. Quello che mi colpiva in quelle occasioni era la forza con cui gli attivisti lottavano per conquistare dei diritti fondamentali. L’atmosfera che percepivo mi riportava alle grandi icone della storia e al modo in cui erano riuscite a portare a termine le loro conquiste. Ho cominciato a coltivare l’idea di trovare persone abbastanza forti da poter mostrare le loro debolezze, in modo che potessero diventare dei testimoni reali della loro lotta».
Come sono collegate però queste due tematiche, le lotte per i diritti di chi fa parte della comunità LGBT e la malattia?
«Nei comitati si lotta costantemente contro il dilagare di una malattia sociale che porta a discriminare, a non accettare la diversità. In chi stava attraversando la sfida della malattia ho trovato la stessa forza. Persone normali, fragili, che tiravano fuori tutto il loro coraggio e che sono riuscite a trovare abbastanza motivazione anche nel mostrarsi, con il lavoro che abbiamo realizzato. Il titolo contiene in sé la parola "guerrieri”, esattamente quello che sono le persone coinvolte. Siamo riusciti a dire dell’importanza che ha la sessualità anche per chi è affetto da disabilità, semplicemente mostrando dei corpi segnati dal dolore coinvolti in un abbraccio che porti piacere; il legame tra una madre e suo figlio; lo spezzarsi involontario di un legame d’amore lungo più di vent’anni; il deperimento di un corpo affetto dalla malattia. Chi ha preso parte a questo lavoro ha deciso di dare il suo contributo ad una lotta importante, che aiuti nella conquista di diritti che dovrebbero essere essenziali».
Come sei riuscita a creare le condizioni emotive che ti hanno permesso di realizzare la performance?
«Non è stato semplice, c’è stato bisogno di creare una situazione protetta che potesse poi affrontare la strada della divulgazione. Chi ho coinvolto ha sentito forte il desiderio di lasciare un segno e questa è stata la motivazione più significativa nel lavoro. Ecce (H)omo, Guerrieri è un’opera sull’amore, sull’attivismo, sul diritto all’affettività, sulla fragilità, fierezza e dignità nella malattia. Il colloquio di selezione dei performer, quindi, non si è basato tanto sul loro curriculum, quanto sulla valenza emotiva delle loro storie. Alcuni di loro, come Nicola Fornoni, sono artisti già molto attivi nell’ambito della performance art, altri si sono affacciati per la prima volta a questa disciplina, come Fulvia Patrizia Olivieri, attrice, altri ancora non erano erano per niente abituati al rapporto con il pubblico. Dopo l’International Performance Art Week di Venezia, il Festival delle Arti di Ferrara sarà la prossima occasione per dare voce ai guerrieri».

Penzo+Fiore

 


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