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Dario Fo e il Correggio ritrovato

   
 Il Comune di Senigallia apre la stagione espositiva 2018 con un importante ritrovamento nel campo dell’arte rinascimentale. Oggi si inaugura, infatti, a Palazzetto Baviera, la mostra dedicata al Correggio ritrovato con la complicità di Dario Fo  
 
Dario Fo e il Correggio ritrovato -
pubblicato

L’offerta culturale della Regione Marche negli ultimi anni ci sta rivolgendo delle interessanti proposte. In attesa della partenza, il prossimo 4 aprile, alla Mole di Ancona, della seconda edizione di "art+b=love(?)”, il festival italiano dedicato al potere innovatore dell’arte nelle organizzazioni e nelle imprese tradizionali (abfestival.it), è oggi la volta di Senigallia, non molto distante dal capoluogo. E il protagonista non è uno qualsiasi, ma Antonio Allegri, detto "il Correggio", unanimemente riconosciuto – insieme a Leonardo, Michelangelo, Raffaello e Tiziano – come uno dei cinque geni dell’arte che hanno glorificato la fase suprema del rinascimento italiano.
Proprio al Correggio infatti, e al suo "one work show”, è riservato l’opening pomeridiano (domani l’apertura al pubblico) nel cinquecentesco Palazzetto Baviera, recentemente aperto dopo i lavori di restauro. Dove il pubblico potrà ammirare un pregevole dipinto ritrovato del grande artista, con una storia alle spalle avvincente quanto la sua bellezza. Si tratta dell’ormai nota "Sant’Agata di Senigallia”, opera della maturità del pittore e a buon diritto considerata come fosse una prima prova per capolavori come l’"Adorazione” degli Uffizi o lo "Sposalizio mistico di Santa Caterina” del Louvre. Questo piccolo – ma solo per dimensioni – capolavoro, era arrivato a Senigallia alla fine dell’Ottocento, portato in dono da un gentiluomo inglese al celebre medico Angelo Zotti, luminare che gli salvò la vita. La "Sant’Agata” era stata probabilmente acquistata nel Settecento, già come autografo del Correggio, da un viaggiatore inglese, e sono in corso ricerche per individuarne la collocazione in una delle collezioni private inglesi tra il XVIII e il XIX secolo. Anche la "Escursione Artistica per Sinigaglia” di Alfredo Margutti edita nel 1886, la attribuisce chiaramente al Correggio, consigliandone addirittura la visione presso la vedova del dottor Zotti nella cittadina marchigiana. La tavola, però, non rimarrà presso la famiglia Zotti ma, attraverso diverse vicende ereditarie, arrivò nel Novecento in possesso di due nobili sorelle residenti a Fano. È qui che, nel 2004, la vide Dario Fo, interpretando il volto della Santa come un ritratto di Jeronima, moglie bellissima del Correggio. Ed è proprio grazie all’attore premio Nobel che il dipinto venne restaurato e pubblicato, arrivando oggi a essere esposto alla visione di tutti.
 
In alto e in homepage: Correggio, Sant'Agata, olio su tavola 29 x 34 cm 1525-28 ca. coll privata

INFO
Opening: 17.30
IL CORREGGIO RITROVATO. LA SANT’AGATA DI SENIGALLIA
dal 15 marzo al 2 settembre 2018
Palazzetto Baviera
Piazza Duca, Senigallia (AN)
orari: dal 16 marzo al 2 giugno, dal giovedì alla domenica e nei giorni festivi e prefestivi, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20. Dal 3 giugno al 2 settembre dal martedì alla domenica e nei giorni festivi e prefestivi dalle 17 alle 23 (lunedì chiuso)
tel. 366 679.79.42 - www.comune.senigallia.an.it
 


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