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Ketty La Rocca, tra corpo e parole

   
 Torna oggi, al Padiglione d’Arte Contemporanea di Ferrara, la Biennale Donna, dedicata quest’anno a Ketty La Rocca , protagonista dell’arte italiana degli anni Sessanta e Settanta

  
 
Ketty La Rocca, tra corpo e parole
pubblicato

A quasi vent’anni dall’ultima mostra antologica in Italia e a ottant’anni dalla nascita, "Ketty La Rocca 80. Gesture, speech and word”, a cura di Francesca Gallo e Raffaella Perna e realizzata in collaborazione con l’Archivio Ketty La Rocca di Michelangelo Vasta, celebra una vera e propria protagonista dell’arte femminista e del femminismo in Italia degli anni Sessanta e Settanta, al centro di un vivo e crescente interesse internazionale.
La ricerca di Ketty La Rocca (La Spezia, 1938-Firenze, 1976), registrata all’anagrafe con il nome Gaetana, si snoda e si divarica tra l’utilizzo del corpo e quello della parola, fulcro della sua poetica, impiegati pionieristicamente come strumento di lotta per conquiste politiche e artistiche. Il suo lavoro ha, infatti, l’obiettivo di ribaltare gli stereotipi del linguaggio, evidenziando una precoce attenzione per la condizione femminile. Lavoro che si colloca nei maturi anni Sessanta, anni del boom economico e della contestazione studentesca che costituiscono un momento dell’arte contemporanea caratterizzato da una grande tensione innovativa e sperimentale e da una forte crisi dei canoni della tradizione artistica. Ketty La Rocca si rivela un’attenta e acuta interprete dei contenuti del suo tempo; il suo operato critico si dipana verso la società dei consumi, della quale denuncia la falsità dell’informazione, verso la situazione femminile, verso il potere costituito dello Stato, come della Chiesa. Antitradizione e slancio innovativo nel campo dell’arte sul piano di una coscienza civile vissuta con coerenza, diventano per lei consapevolezza e solidarietà; un grande impegno al quale non si sottrae nonostante le precarie condizioni di salute che hanno segnato la sua vita: anzi la sua malattia sembra diventare la sua forza.
La mostra odierna al Padiglione d’Arte Contemporanea di Ferrara, nell’ambito della Biennale Donna, si muove su un doppio binario, tematico e cronologico: opere di anni diversi sono raccolte attorno al polo della parola, centrale nella fase verbovisiva, e a quello del gesto, che invece domina la produzione del decennio successivo. La fotografia, in particolare, diviene lo strumento dell’artista adeguato alla «lenta rievocazione della funzione del vedere libera da pregiudizi su ciò che è reale».
Insieme a una selezione di circa cinquanta opere scelte tra le più rappresentative delle varie serie di Ketty La Rocca – dai collage verbovisivi ai cartelli, dai videotape alle sculture sagomate, dalle Riduzioni alle ricerche fotografico-letterarie delle Craniologie – l’esposizione propone inoltre alcuni progetti, opere e materiali documentari mai esposti prima in Italia, come ad esempio la documentazione dell’azione Verbigerazione (1973), realizzata nell’ambito della X Quadriennale d’Arte di Roma, recentemente ritrovata nell’archivio dell’ente romano, e l’audio originale della performance Le mie parole, e tu? (1975). Inoltre, sarà presentato un progetto mai realizzato: In principio erat verbum, un gioco-performance che ribadisce l’interesse di La Rocca per la comunicazione gestuale.

In alto: Bianco napalm, 1967
In homepage: Le mie parole e tu, 1971

INFO
Opening: ore 18.00
Ketty La Rocca 80. Gesture, speech and word 
dal 15 aprile al 3 giugno 2018
Padiglione d’Arte Contemporanea
corso Porta Mare 5, Ferrara
orari: da martedì a domenica 9.30 – 13.00 / 15.00 – 18.00. Aperto anche 23 e 25 aprile, 1 maggio e 2 giugno 
tel. 0532 244949 - www.artemoderna.comune.fe.it

 


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