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Milano Art Week/20. Arrivederci Miart. Ecco tutti i premi e le opere acquisite

   
   
 
Milano Art Week/20. Arrivederci Miart. Ecco tutti i premi e le opere acquisite
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Cala il sipario sulla ventitreesima edizione di Miart che, dal 13 al 15 aprile, ha animato la Art Week di Milano. E puntuali come ogni anno, anche questa volta sono arrivati i ricchi premi. 
Lo stand di Lisetta Carmi e Birgit Megerle, presentate rispettivamente dalla galleria Martini & Ronchetti di Genova e dalla Galerie Emanuel Layr di Vienna e Roma, si aggiudica la seconda edizione del Premio Fidenza Village, del valore di 10mila euro e assegnato al miglior dialogo tra le opere di due artisti appartenenti a generazioni diverse, esposte nell’ambito della sezione speciale Generations. La giuria, composta da Gabriella Belli, Pedro Gadanho e Hou Hanru ha apprezzato la qualità di tutti i dialoghi presentati e, nel premiare Carmi e Megerle, ha riconosciuto la spontaneità e la somiglianza di sguardo. 
La galleria Jocelyn Wolff vince il Premio Herno, destinato allo stand con il miglior progetto espositivo e dal valore di 10mila euro, grazie all’allestimento dei lavori di William Anastasi, curato fin nei minimi particolari, ‹‹dinamico, poetico e ponderato››, nelle parole della giuria, composta da Michael Darling, James W. Alsdorf, Mats Stjernstedt e Nina Zimmer. 
La galleria Sophie Tappenier di Vienna si aggiudica il Premio LCA, del valore di 4mila euro e destinato alla galleria della sezione emergent più meritevole per la promozione di giovani artisti. La giuria, composta da Valérie Knoll, Roberta Tenconi e Lydia Yee ha motivato così la scelta presa all’unanimità ma difficile: ‹‹Abbiamo decisio di assegnare il premio LCA per Emergent all’ambizioso progetto presentato dalla galleria Sophie Tappeiner, che presenta un solo show dell’artista Angelika Loderer. Lo stand è una precisa e sfidante selezione di opere specificatamente concepite per miart 2018››. 
Il Premio On Demand, promosso da Snaporazverain e dedicato alla omonima sezione della fiera curata da Oda Albera, va alla nuova produzione di Admire Kamudzengerere, presentata dalla Tyburn Gallery di Londra. La giuria, presieduta da Federica Maria Bianchi e composta da Ben Borthwick, Marta Gili e Zoë Gray, è rimasta colpita dalla capacità di Kamudzengerere di trasporre complessi sistemi economici, politici e simbolici in un ricco linguaggio materiale. Il premio di 10mila euro andrà a sostenere un progetto futuro dell’artista, in un momento cruciale della sua carriera. 
Studio Nucleo, rappresentato da ammann//gallery di Colonia, si aggiudica il Premio Cedit per Object, con Souvenir of the Last Century Stool 05. L’opera è stata scelta da una giuria internazionale, composta da Silvana Annicchiarico, Stefano Torrenti e Christopher Turner, sarà acquisita per il Triennale Design Museum e verrà esposta in occasione della Milano Design Week nelle vetrine del Florim Flagship Store in Foro Buonaparte 14, dove rimarrà visibile per l'intero mese di aprile. 
Oltre ai premi, annunciate anche le opere acquisite a miart 2018 da Fondazione Fiera Milano, attraverso i 100mila euro del Fondo di Acquisizione, e selezionate dalla giuria composta dal Presidente di Fondazione Fiera Milano e Presidente della Giuria, Giovanni Gorno Tempini, e da Martin Clark, Lorenzo Giusti, Eva Wittocx. Queste le opere acquisite: Il Malatino, di Diego Marcon, presentato da Ermes Ermes di Vienna e prodotto MiBACT e AMACI nell’ambito del progetto Museo Chiama Artista; Untitled (Blattschneiderameisen), di Jochen Lempert, presentato da Projectesd di Barcellona; The same heat (poppy), di June Crespo, della P420 di Bologna; Forging Fears: Fast Lines, Stripes Again and Whatever, di Luca Monterastelli, della Deweer di Otegem; Untitled (Signs), di Matt Mullican, della Mai 36 di Zurigo; Ο τζίτζιρας ο μίτζιρας ο τζιτζιμιτζιχότζιρας ανέβηκε στη τζιτζιριά στη μιτζιριά στη τζιτζιμιτζιχοτζιριά να φάει ένα τζίτζιρο μίτζιρο τζιτζιμιτζιχότζιρο, di Lisa Dalfino e Sacha Kanah, di Clima di Milano; Golden Leaf, di Torbjørn Rødland, della Rodolphe Janssen di Bruxelles; Senza Titolo del 1989, di Paolo Icaro, di Francesca Minini di Milano.
 


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