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Fino al 31.V.2018
Sole Futurista
Galleria Pulcherrima, Roma

   
  Lucia Collarile 
 
Fino al 31.V.2018 - Sole Futurista - Galleria Pulcherrima, Roma
pubblicato

Il sole illumina e scalda, asciuga e brucia, distrugge e rivitalizza… Il sole è gassoso e dinamico. Il sole è sicuramente l’astro futurista.
Carla Mazzoni e Gastone Ranieri Indoni hanno ideato e curato la mostra "Sole Futurista” allestita nelle sale della Galleria Pulcherrima in Via Merulana a Roma.
Vi sono esposte ben centocinquanta opere di ottanta diversi artisti. Dipinti, disegni, sculture, parolibere e oggettistica varia, a raccontarci la complessità e l’interdisciplinarietà di quella che è stata l’unica vera avanguardia storica: il Futurismo.
Perché Avanguardia non vuol dire solo un movimento artistico teorizzato in un manifesto programmatico; non è solo un’opinione espressa dalle menti e negli scritti degli intellettuali di una data epoca. Non è solo una rivoluzione d’idee. L’avanguardia non è un campo chiuso.
Avanguardia è azione atta ad innovare, scardinare, stravolgere la società in tutti i settori e i campi dello scibile: negli ambiti culturali, in quelli politici, nella vita comune. E il Futurismo, fin dal 1909, dal comparire del primo Manifesto scritto dall’ideatore e fondatore del Movimento, Filippo Tommaso Marinetti, ha voluto coinvolgere tutti nel rinnovamento del tutto, nella "Ricostruzione Futurista dell’Universo”, citando un altro manifesto del 1915.
La storia dell’arte ci sta risarcendo di omissioni e dimenticanze, dovute ad avvenimenti storici dolorosi che hanno segnato la prima metà del secolo scorso ed a scelte di campo politiche ma non culturali di alcune personalità del Movimento.
Ma la Storia comprende e ricolloca tutto. E la forza delle idee futuriste, la spinta che queste idee hanno dato alla cultura ed alla società italiana, le ripercussioni del pensiero futurista in tutto il mondo, Europa, Russia, Giappone, Stati Uniti, Sud America… sono oggetto di uno studio che pare infinito e che ci regala sempre nuovi racconti.
Così come ce ne regala questa mostra, che ruota intorno ad una collezione, quella di Salvatore Ventura e quindi al suo gusto e alla sua passione.

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Antonio Sant'Elia, Progetto di un edificio monumentale, 1914, inchiostro nero e seppia, matita ed acquarello su carta, cm 29x20

Una collezione incentrata sul Futurismo che inizia in modo casuale dall’incontro con il pittore futurista TATO in un momento in cui gli artisti che avevano animato il Movimento, specialmente nel periodo tra le due Guerre, vivevano relegati in un dimenticatoio di vergogna e incomprensione.
Nasce così, dalla capacità di comprendere il valore di un artista, dall’interesse scatenato dalla conoscenza del pensiero futurista e della storia del Movimento, una collezione che ha il valore di non essere particolarmente organica, coordinata, lineare, rigorosa ma di essere, semplicemente ma non banalmente, il frutto di una forte passione collezionistica e per questo personalissima.
Il numero di opere di Tato esposte, una trentina, è quindi quello più corposo. Una sala della galleria è dedicata alle sue opere e in special modo alle opere aeropittoriche, quella corrente interna al movimento che ha reso centro della ricerca la visione aerea, l’esaltazione della macchina aereo, la spiritualità del volo. Molto interessanti, seppur stilisticamente più documentarie, le aeropitture di Guerra riprese dall’Artista direttamente dalla carlinga dell’aereo durante le azioni sull’Africa Orientale.
Nelle altre sale troviamo opere di Balla, Benedetto, Bragaglia, Cangiullo, Chiattone, Ciacelli, Corona, Depero, Dottori, Dulgheroff, Erba, Ginna, Lepore, Marasco, Marchi, Munari, Pannaggi, Prampolini, Rizzo, Russolo, Sant’Elia, Severini, Sironi, Thayaht e molti altri.
Colpisce particolarmente Balla con la tempera Linee andamentali del 1914, e poi la Futurcamera realizzata dall’artista nel 1920. Speciale il Servizio da tè in ceramica di d’Albisola, e gli Uomini lapis di Depero del 1925, bozzetto per la pubblicità delle Matite Presbitero. E poi il bellissimo Progetto per Edificio Monumentale dell’architetto Sant’Elia del 1914 e ancora sorprendentemente tanto e tanto altro.
Alcune sono opere importanti, di artisti che hanno segnato la storia dell’arte italiana del Novecento. Altre ci raccontano di un Futurismo italiano meno noto, a carattere regionale, sicuramente ancora da riscoprire. Tutte sono valide testimonianze e come tali accrescono il valore storico e artistico della mostra. Perché come giustamente scrive Carla Mazzoni nella prefazione al catalogo, (edito da Urbis et Artis, con testi di Carla Mazzoni, Gastone Ranieri Indoni e Salvatore Ventura) …dopo i Futuristi ogni campo del creare e del pensare è stata un'esperienza diversa.

Lucia Collarile
mostra visitata il 21 aprile

Dal 21 aprile al 31 maggio 2018
Sole Futurista
Galleria Pulcherrima
Via Merulana 44/45
Orario: 9,30 – 19,00 feriali, festivi 9,30 - 19,30
Info 320 7105084

 


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