Fino al 28.VII.2018 - Masks of Heterotopia - Officine Dell'immagine - Contemporary Art Gal... 3089 utenti online in questo momento
exibart.com
 
community
Express
12/12/2018
Il cane, maestro di vita e di arte. Se ne parlerà a Palazzo Grassi
11/12/2018
Il Papiro di Artemidoro è un falso. Le indagini si chiudono ma il reato è prescritto
11/12/2018
Successo stratosferico. Bohemian Rhapsody è il brano più trasmesso del XX secolo.
+ archivio express
Exibart.segnala
Blog
recensioni
rubriche
         
 

Fino al 28.VII.2018
Masks of Heterotopia
Officine Dell'immagine - Contemporary Art Gallery, Milano

   
  Dobroslawa Nowak 
 
Fino al 28.VII.2018 - Masks of Heterotopia - Officine Dell'immagine - Contemporary Art Gallery, Milano
pubblicato

Tutto comincia dall’intuito. La mostra dell’artista Maurice Mbikayi presso la galleria Officine dell’Immagine a Milano presenta dunque non soltanto lo sguardo alla ricca storia del continente africano, né solo la base teoretica della filosofia di Michel Focault, alla quale si riferisce l’artista.
L’espressione "Masks of Heterotopia” prende spunto dalla teoria che formula l’esistenza di spazi che hanno la particolare caratteristica di essere connessi a tutti gli altri spazi. Quegli spazi, come il famoso esempio dello specchio, non sono reali e sono fuori da tutti gli altri spazi interconnessi.  
Per Mbikayi, l’Africa, soprattutto la città di Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo), da dove l’artista proviene, e Cape Town dove attualmente vive, sono i grandi studi nei quali trova i materiali e lavora. 
L’atmosfera, nel campo artistico chiamata "aura”, contiene tutto quello che ha formato l’artista (tutta la sua storia, le idee e la propria personalità) e ci permette, di conseguenza, di valutare l’importanza delle sue opere. Nei lavori di Mbikayi l’aura è decisamente presente. 

null
Maurice Mbikayi, Masks of Heterotopia

Maurice Myukai fa derivare tutta la fonte dei suoi lavori fotografici, scultorei, video e performativi dall’immagine del triangolo rovesciato. L’artista parte dal punto di fondo della figura. Dunque non è lui che racconta tutto il mondo, ma è il mondo che si racconta essendo percepito dal artista. Come se ci fosse una certa linea dello sviluppo del pensiero nel mondo, che lui espone con le sue opere, continuando a confermare che la figura del artista rimane colui che sa più di tutti. 
Le storie visuali sono assolutamente individualistiche e la loro paternità è riconoscibile all’improvviso. Collegamenti mentali tra i rifiuti elettronici (i vecchi cavi, computer, cellulari) e gli animali selvatici abitano le opere di Myukai. Va ricordato che tutto l’e-waste veniva portato in Africa da noi europei e in questo mezzo l’artista rintraccia il suo legame con l’infanzia sottolineando il vero uso che veniva fatto nella sua regione delle grandi scoperte del mondo  occidentale. 
Le sculture delle volpi fatte dalle testiere dei computer, gli strani vestiti che sembrano fatti dai grandi fashion designer, anche essi creati dalla spazzatura elettronica e finalmente, il video HD che presenta l’artista che simbolicamente distrugge le nostre tecnologie con i suoi piedi nudi, ballando la danza africana. Ed a noi piace, forse perché vorremmo imitarlo. 

Dobrosława Nowak
Mostra visitata il 7 giugno 2018

Dal 7 giugno al 28 luglio 2018
Masks of Heterotopia
Officine Dell'immagine - Contemporary Art Gallery
Via Carlo Vittadini 11
Milano
Info: www.officinedellimmagine.it/

 


strumenti
inserisci un commento alla notizia
versione in pdf
versione solo testo
le altre recensioni di Dobroslawa Nowak
registrati ad Exibart
invia la notizia ad un amico
 

Il navigatore dell'arte
trovamostre
@exibart on instagram