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Acqua, futuro, vita, per colmare il vuoto. Gli scatti di Axel Fassio alla Fondazione Trevisanato

   
   
 
Acqua, futuro, vita, per colmare il vuoto. Gli scatti di Axel Fassio alla Fondazione Trevisanato
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Ci troviamo in un presente in cui va ribadito l’ovvio, in cui quelli che sembravano valori acquisiti si stanno sciogliendo come neve al sole e in cui occorre, forse, essere un po’ più espliciti anche in quello che è importante comunicare, per arrivare a quelle moltitudini che il mondo dell’arte e della cultura hanno, forse, lasciato un po’ troppo in una solitudine senza sogni che finisce per diventare forgiatrice di incubi. 
Allora, progetti come "Acqua, futuro, vita” realizzato dalla Fondazione Elena Trevisanato Onlus diventano chiari ed espliciti, determinati e intelligente quanto basta, per risanare un vuoto aperto e che va colmato. Dieci scatti del fotografo Axel Fassio, dieci storie d’Africa per raccontare l’operato della Fondazione in Etiopia, dove le contingenze riportano prepotentemente ai bisogni primari da cui tutto può prendere forma, acqua in primis. 
Gli scatti raccontano con rigore e delicatezza il mutamento di un luogo in cui si è investito con intelligenza, per permettere che si creassero scuole e ospedali proprio a partire dal tassello fondamentale dell’acqua, l’elemento base da cui far sgorgare la vita. Quello che le foto raccontano, abbinato ai frammenti di storie dei protagonisti, permette una lettura lineare e diretta che dice in modo chiaro ed esplicito di una trasformazione possibile, anche in quei territori che più hanno subito la siccità, come appunto la Somali Region. 
Come fare ad arrivare a tutti, come rendere parte del nostro quotidiano le conquiste ottenute? Attraverso una mostra di dieci foto che per un anno abiteranno il territorio veneziano direttamente sulle strade e nei luoghi chiave della vita cittadina. 
Il 5 ottobre è iniziata la prima tranche, in Salizada San Samuele a Venezia. Ogni mese gli scatti verranno spostati, da Campo Santa Margherita alla Giudecca, da Mestre Centro a Forte Marghera, passando per la tappa intermedia di febbraio, quella del Carnevale di Venezia a Rialto, durante la quale si svolgerà un evento non a caso collocato nel cuore della città lagunare. Un modo non solo per sensibilizzare la cittadinanza sulla situazione africana, ma anche per fare da sponda all’altro obiettivo della Fondazione, quello dell’integrazione culturale tra popolazioni differenti nel nostro paese. (Penzo+Fiore)
 


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