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Dan Rees da T293

   
 A Roma T293 inaugura la nuova mostra personale di Dan Rees “Attachment”, titolo che si riferisce a una condizione psicologica di profondo desiderio emotivo, come l’“amore danneggiato” descritto in modo molto intenso nel libro “Cime tempestose” di Emily Brontë  
 
Dan Rees da T293
pubblicato

Le opere di Dan Rees (Swansea, Regno Unito, 1982) si caricano di una doppia valenza: da una parte quel che può definirsi il principio del tumulto, che riprende il movimento e il dinamismo descritto nei suoi dipinti e nelle sue fotografie, dall’altra emerge una calma e mansueta armonia di colori, che si tramuta in toni più tenui e delicati, come fantasmi di un passato tuttora presente.
Il corpo principale della mostra consiste in un’inedita produzione di "Artex”, una tra le più note serie pittoriche dell’artista. Il nome riprende quello di una tecnica decorativa diffusasi nel Regno Unito negli anni ’70 e utilizzata per rivestire i soffitti delle case delle classi medie. Materiale economico e considerato obsoleto, diventa significante comune di una particolare demografia sociale che il cosiddetto "progresso” economico preclude. I dipinti di Rees indeboliscono questo significante rappresentando gli "Artex” sotto forma di dipinti a olio, consapevoli della propria funzione di oggetti di lusso volti ad abbellire le case dei collezionisti d’arte. I suoi dipinti sono modellati dall’ampio uso del colore, percepito come l’emergere di emozioni all’interno dell’opera. I colori si presentano sulle tele come delle ombre, cariche di passato e presente, evocando un cambio nel loro destino: da uso domestico nei soffitti delle vecchie case a oggetto di contemplazione nella galleria.
Ad accompagnare queste opere vi è una grande installazione di fotografie, "Falling Sky” (2018), concepita come una trasmigrazione del luogo dell’immaginazione: dal letto su cui ci si sdraia per fissare il soffitto si passa al prato su cui sdraiarsi a guardare il cielo. Sia "Falling Sky” che i dipinti "Artex” evocano il modo in cui l’immaginazione umana è in grado di permeare i suoi confini nella sua infinita ricerca di senso.
Il nuovo progetto di Dan Rees rappresenta una pausa di riflessione e una sottile critica del sistema in cui la vita spirituale degli oggetti si esaurisce. Il suo intento non è quello di sollevare il velo spirituale delle cose, piuttosto quello di cercare una rivelazione di sé nel riconoscere quegli stessi oggetti che prima erano celati.


INFO
Opening: ore 18
Dan Rees "Attachment”
dal 17 dicembre 2018 al 26 gennaio 2019
T293
via Ripense 6, Roma
orari: dal martedì al venerdì, dalle 12 alle 19
info@t293.it - +39 06 89825614




 


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