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Tramonto di pixel su roccia. Arte contemporanea alla Crypta Balbi di Roma, con Sarah Sze

   
   
 
Tramonto di pixel su roccia. Arte contemporanea alla Crypta Balbi di Roma, con Sarah Sze
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Ha inaugurato il 21 novembre alla Crypta Balbi di Roma, una delle quattro sedi del Museo Nazionale Romano, l’installazione Split Stone (7:34) di Sarah Sze. L’artista nata a Boston, già presente nella sede romana di Gagosian in via Crispi con la sua prima personale nella Capitale, visitabile fino al 12 gennaio, espone nella città eterna anche la prima scultura di una nuova serie di opere concepite su roccia. 
Il contesto dello scavo archeologico della Crypta Balbi, uno dei più affascinanti di Roma, appare ideale per ospitare il lavoro della Sze, che è contemporaneo ma nasce da una materia primitiva come la pietra. Split Stone (7:34) è un blocco di granito grezzo perfettamente spaccato in due; giace silenzioso ed immobile sul livello più basso del Museo e al suo interno racchiude l’immagine di un tramonto. Ci si accorge della sua presenza un po’ stupendosi, come se fosse un elemento di disturbo, eppure perfettamente ambientato tra gli strati di pietra che lo circondano e di cui è esso stesso composto. 
L’opera, apparentemente minimale, è in realtà complessa e innovativa nella concezione e nella realizzazione: non è immediatamente chiaro infatti, a un primo sguardo, se l’immagine racchiusa al suo interno sia una fotografia, un video o un’illusione ottica, poiché grazie alla tecnica utilizzata dall’artista, il tramonto appare in movimento e cambia colore, forme e luci. Solo avvicinandosi, attratti dalla curiosità, si intuisce il "trucco”: l’immagine è stata riprodotta tramite una serie di pixel di colore ravvicinati e iniettati nella roccia stessa, precedentemente forata, come se fosse una stampa ad aghi di nuova generazione. 
Un lavoro meticoloso, miniaturistico e di precisione quasi rituale, che sottende la nascita di ogni opera della Sze. In questo caso dunque una semplice fotografia di un tramonto, immortalato dall’artista con il proprio iPhone – alle 7:34 di un pomeriggio –, si traduce in un’immagine senza tempo, solenne e archeologica essa stessa, da contemplare nel silenzio della Crypta. Split Stone (7:34) resterà esposta nella Crypta Balbi fino al 27 gennaio, visitabile con il regolare biglietto del Museo, e rappresenta al tempo stesso il primo intervento d’arte contemporanea installato nel sito di proprietà del Mibac. (Alice Bortolazzo)
 


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