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Il nuovo murales di Banksy su un garage di Port Talbot, sta creando problemi al proprietario

   
   
 
Il nuovo murales di Banksy su un garage di Port Talbot, sta creando problemi al proprietario
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Immagina di svegliarti il giorno di Natale e trovare un’opera di Banksy sotto l’albero di fronte casa tua. Così, da un giorno all’altro, la tua vita potrebbe cambiare ma non è detto che sia un bene. Per esempio, Ian Lewis, proprietario del garage sul quale l’anonimo street artist ha lasciato il suo ultimo stencil, sta avendo molti problemi, a causa dell’improvvisa e inaspettata fama. 
Realizzato poco prima di Natale, il murale è in perfetto stile Banksy e ritrae un bambino in abiti invernali, con tanto di guanti e cappello di lana, che sporge la lingua per afferrare dei fiocchi di neve che, in realtà, è cenere proveniente dal rogo di un cassonetto, visibile solo una volta girato l’angolo adiacente. Ovviamente la provocazione non è fine a se stessa e si deve specificare che il murale, intitolato Season’s Greetings, si trova a Port Talbot, città gallese nata come polo industriale nel Novecento, sede di una importante acciaieria e tra le più inquinate nel Regno Unito. Affaccia sul mare, che non è balneabile, e le piogge di cenere sono un evento comune e molto reale, anche se non trovano molto spazio nelle cronache. 
Come prevedibile, il garage è diventato meta di pellegrinaggio e, complice il periodo di vacanze natalizie, circa 20mila persone sono già andate a vederlo. «In realtà sto gestendo un'attrazione artistica da solo ed è molto surreale. È troppo per me», ha detto Lewis alla BBC. E non sempre le attenzioni sono mosse da buone intenzioni, considerando l’alto valore attribuito alle opere di Banksy sono da mettere in conto anche atti di vandalismo e tentativi di furto. Lewis ha già provveduto ad alcune misure protettive e, oltre a reti e teli, ha anche assunto guardie di sicurezza, grazie agli aiuti economici ricevuti dall’attore gallese Michael Sheen, che ha preso a cuore la vicenda. 
Ma è necessaria una soluzione a lungo termine per il problema e il Consiglio locale è intervenuto per offrirla. Un portavoce ha detto ad Artnet che l’amministrazione comunale si è offerta per far rimuovere e trasferire il lavoro, a patto di esporlo pubblicamente a Port Talbot, in una sede da decidere tramite consultazione. Ma sembra che Lewis non sia troppo d’accordo e, in fondo, come biasimarlo? In ogni caso, proprio questo clamore ha fatto accendere la discussione sul vero problema che affligge Port Talbot e tutti i suoi abitanti, che non è certamente quello di un’opera d’arte troppo famosa.
 


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