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A Parigi tutto bene!

   
   
 
A Parigi tutto bene!
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Se l’obbiettivo di Luca Resta era quello di stupirci con la sua performance alla 4a edizione del Festival DO DISTURB al Palais de Tokyo direi che è riuscito nel suo intento. In occasione del festival d’arte performativa più ambito al mondo, diretto da Vittoria Matarrese, l’artista ha ricoperto con delle strisce di scotch di carta le scale del palazzo. Luca Resta espone di nuovo a Parigi in una collettiva più ristretta con un tema preciso: la città e le sue interazioni secondo 7 artisti (Louisa Babari, Anne Deguelle, Silvère Jarrosson, Niyaz Najafov, Charlotte Puertas, Sanne de Wolf e ovviamente Resta). Per il giovane artista italiano cambia anche la cornice: dalle ampie sale del Palais de Tokyo con vista sul Trocadero e Torre Eiffel alla Galleria Mansart nel notturno quartiere del Marais.
La forte pioggia non ha dissuaso un folto pubblico dal partecipare all’inaugurazione del 31 gennaio della mostra "Tout va très bien” curata da Azad Asifovich, che ha riunito artisti di diverse nazionalità, su supporti diversi (dalla pila di fogli sovversivi coperti da un filone di pane e esposti a Teheran di Sanne De Wolf alle foto di diverse facettes di Costantinopoli della russo-algerina Louisa Babari).  Luca Resta ne fa parte, ma non espone propriamente dentro la galleria. La sua installazione URBAN SOUND è infatti una compilation diffusa ad alto volume dall’interno di una Fiat 500 parcheggiata davanti alla porta (con un biglietto Livraison sul parabrezza per evitare le salate multe per divieto di sosta). 
La cover del CD, esposto in bella vista, trae in inganno perché riprende la mitica grafica delle compilations HIT MANIA DANCE degli anni ‘90, ma il suo contenuto è tutt’altro che musica commerciale. Le 21 tracce sono degli audio registrati in metro o per strada in maniera casuale da Luca dal 2012. Ad alto volume ascoltiamo suoni e canzoni di sconosciuti musicisti: Luca ripropone musica di strada senza pulire gli audio dai rumori metropolitani di sottofondo e dei passanti, ignari di essere registrati da un cellulare. La scelta di una macchina come mezzo di diffusione della musica non è casuale. È l’elemento urbano per eccellenza, il mezzo principale attraverso il quale percorriamo una città, ma anche il primo oggetto che immaginiamo quando pensiamo a un paesaggio urbano. Mentre gli altri artisti si interrogano su come si vive oggi la città, Luca Resta con la sua Fiat 500 parcheggiata fuori dalla Galleria, pur rispettando il tema della mostra, riesce a coinvolgere non solo il pubblico frequentatore di gallerie, ma anche quello occasionale che, passando per la strada, è incuriosito e si avvicina. La sua installazione si mimetizza perfettamente con l’ambiente urbano e permette di avvicinare all’arte un pubblico più ampio di quello tradizionale delle gallerie. (Asia Ruffo di Calabria)

 


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