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Alcuni reperti trafugati dall'Italia sono stati ritrovati grazie a Christie’s

   
   
 
Alcuni reperti trafugati dall'Italia sono stati ritrovati grazie a Christie’s
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13 preziosi reperti di archeologia, trafugati principalmente tra gli anni ’60 e ’80 e immessi nel mercato internazionale da trafficanti d’arte, sono stati ritrovati e ora torneranno in Italia. Le opere sono state rintracciate grazie a alla collaborazione tra Christie’s e il Comando Tutela Beni Culturali dei Carabinieri, che ha incrociato i dati pervenuti dalla casa d’aste londinese con le informazioni contenute nella banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti. Con oltre 1 milione e duecento mila oggetti rubati e circa 700 mila immagini, si tratta del più grande database al mondo e da tempo è divenuto un punto di riferimento anche per le forze di polizia estere. 
La cerimonia di riconsegna si è tenuta questa mattina a Londra e vi hanno preso parte, oltre al ministro Alberto Bonisoli, il CEO di Christie’s, Guillaume Cerutti, l’ambasciatore italiano a Londra, Raffaele Trombetta, e il Comandante Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale Generale di Brigata, Fabrizio Parrulli. «La restituzione conferma l’efficacia della collaborazione tra il nostro Paese e colossi del mercato dell’arte come Christie’s nella lotta al traffico illegale di opere d’arte. Chi acquista un’opera d’arte o un reperto deve essere certo della provenienza di quell’oggetto», ha affermato Bonisoli. 
Nello specifico, i reperti ritornati in possesso dell’Italia sono: un oinochoe greco in pasta vitrea, un’antefissa etrusca in terracotta del VI-V secolo a.C., uno stamnos falisco a figure rosse risalente al IV secolo a.C., cinque piatti stile Gnathia del IV secolo a.C., un’hydra apula a figure rosse del 350-330 a.C., che erano tra gli oggetti ricercati perché inseriti nella lista di noti trafficanti italiani d’opere d’arte. Sono stati recuperati, inoltre, un capitello romano del II secolo d.C., provento di scavi clandestini; un frammento di marmo di sarcofago romano proveniente dalle catacombe di San Callisto e il cui furto era stato denunciato nel 1982; un rilievo romano in marmo con Satiro e Menade trafugato dai giardini di Villa Borghese nel 1985; una pagina di codice miniato sottratta negli anni ‘40 all’Archivio di Stato di Venezia.
 


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