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La mistica sensuale di Ernest Pignon-Ernest, nell’ipogeo delle Anime del Purgatorio di Napoli

   
   
 
La mistica sensuale di Ernest Pignon-Ernest, nell’ipogeo delle Anime del Purgatorio di Napoli
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Nel Simposio di Platone, Socrate afferma: «Un uomo che pratichi i misteri dell’amore non sarà in contatto con un riflesso, ma con la verità stessa». Per conoscere questo dono del cielo della natura umana è impossibile trovare un aiuto migliore dell’amore. Dopo i suoi progetti di street art negli anni ’80 e il più recente Pasolini, Ernest Pignon- Ernest torna a Napoli, nel Complesso museale di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, con l’installazione Extases, visitabile fino al 28 aprile, a cura di Carla Travierso
Il progetto, organizzato da Ciro Costabile e coordinato da Francesca Amirante, è stato prodotto dall’ Associazione La Musa Partenopea, sostenuto dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, dall’Ambasciata di Francia, dalla Fondazione nuovi Mecenati, dall’Istitut Française Napoli, dall’Opera Pia Purgatorio ad Arco Onlus e ha ricevuto il Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee. 
Protagoniste di Extases sono otto mistiche: Marie- Madaleine, Hildegarde de Bingen, Angèle de Foligno, Catherine de Sienne, Thérèse d’ Avila, Marie de l’Incarnation, Louise du Néant et Madame Guyon. Nell’ ipogeo del Complesso Museale, a grandezza naturale, tra luci e ombre, le icone cristiane, immerse in una vasca, sono scosse nei loro sensi. Il luogo diventa soggetto, la carta è sindone, la pelle è tessuto, tutto appare evanescente ma comprensibile, ci ha detto la curatrice. Le vesti delle donne si aprono, offrendo la grazia dei loro corpi, le bocche si schiudono come un fiore e un fremito di piacere si legge nei loro occhi. 
La lussuria non ha misteri, è un semplice gioco biologico. Ma l’amore carnale non è che una finzione, dietro si nasconde dell’altro. L’amore autentico, divino, è un fenomeno totalmente diverso, non è un pretendere, bensì un condividere, non conosce il chiedere ma la gioia del dare. Le figure femminili, colpite dalla luce divina, si convertono, si uniscono a Cristo, abbandonandosi a una mistica sensuale. Poi, arriva il buio totale. (Danilo Russo)
 


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