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Un artista, un giornalista e due architetti. Chi sono i vincitori del Prix Meret Oppenheim 2019

   
   
 
Un artista, un giornalista e due architetti. Chi sono i vincitori del Prix Meret Oppenheim 2019
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L'UFC-Ufficio Federale della Cultura della Svizzera ha attribuito il Prix Meret Oppenheim 2019 agli architetti Meili & Peter, al giornalista e critico d’arte Samuel Schellenberg e all’artista Shirana Shahbazi
Istituito nel 2001, su raccomandazione della Commissione federale d’arte, il premio viene assegnato annualmente a personalità di spicco del mondo dell’arte, dell’architettura e della mediazione artistica, il cui operato è noto a livello internazionale ed è di particolare attualità e rilevanza per la scena artistica e architettonica svizzera. L’anno scorso il Prix dedicato a Meret Oppenheim, artista surrealista e musa del suo stesso movimento artistico, tra le modelle preferite di Man Ray, fu vinto da Sylvie Fleury, Thomas Hirschhorn e Luigi Snozzi
La collaborazione tra gli architetti Marcel Meili e Markus Peter risale al 1987, quando fondarono il loro primo studio. In 30 anni di carriera, il duo ha partecipato a importanti concorsi e realizzato numerosi progetti, che li hanno fatti conoscere per l’approccio pragmatico all'architettura, caratterizzato sia dalla loro attenzione ai dettagli che da un attento studio delle condizioni specifiche del contesto, oltre che dall’utilizzo delle più avanzate innovazioni tecniche e tecnologiche. Con lo studio Meili, Peter & Partner hanno realizzato edifici come lo Sprengel Museum di Hannover e la sede di Zurigo della Swiss Reinsurance Company. 
Samuel Schellenberg è caporedattore della pagina culturale del quotidiano Le Courrier. «Con il suo lavoro, è riuscito a mettere in evidenza le tendenze e le questioni sociali che si riflettono nell'arte», si legge nelle motivazioni del premio, citando anche le sue numerose inchieste. 
Il particolare approccio al medium fotografico è valso il riconoscimento a Shirana Shahbazi che, nel corso della sua carriera, ha spesso lavorato sul tema dell’incrocio delle culture. Nata nel 1974 in Iran ed emigrata in Germania, prima di stabilirsi definitivamente a Zurigo alla fine degli anni ’90, Shahbazi è nota per la polisemia delle sue fotografie, che invitano lo spettatore non solo a contemplare ma a prendere parte al processo di decostruzione dell’immagine. Ha esposto allo Swiss Institute di New York, alla Barbican Art Gallery di Londra e alla Kunsthalle di Berna, mentre molte sue fotografie sono in collezione al MOMA di New York. 
La cerimonia di premiazione si svolgerà il 10 giugno a Basilea e i ritratti dei vincitori saranno esposti alla mostra Swiss Art Awards 2019, parallelamente ad Art Basel, che aprirà l’11 giugno. 

In alto: Shirana Shahbazi, Monstera, 2014, Kunsthalle di Berna
 


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