Nuove luci sulla Valise di Marcel Duchamp, restaurata dall’Opificio delle Pietre Dure 3072 utenti online in questo momento
exibart.com
 
community
Express
21/05/2019
Mibac: c'è il via agli elenchi dei professionisti dei beni culturali
21/05/2019
Stanco e malinconico. Il secondo ritratto di Leonardo da Vinci in mostra a Buckingham Palace
21/05/2019
Con i tutorial della British Library puoi realizzare il tuo manoscritto medievale
+ archivio express
Exibart.segnala
Blog
recensioni
rubriche
         
 

Nuove luci sulla Valise di Marcel Duchamp, restaurata dall’Opificio delle Pietre Dure

   
   
 
Nuove luci sulla Valise di Marcel Duchamp, restaurata dall’Opificio delle Pietre Dure
pubblicato

A Firenze, l'Opificio delle Pietre Dure e Laboratori di Restauro ha presentato Scatola in una valigia (Boîte-en-Valise) di Marcel Duchamp, in mostra a fine settembre di quest'anno al Guggenheim di Venezia: una valigetta Louis Vuitton contenente 69 pezzi, tra riproduzioni e miniaturizzazioni delle sue opere fino al 1941, con dedica all'amica Peggy Guggenheim.
Continua il dialogo tra l'Opificio fiorentino e la Collezione Guggenheim di Venezia, che già nel 2013 collaborarono per il restauro di Alchimia, di Jackson Pollok. «Ogni intervento è un progetto di ricerca» e questa «è una collaborazione strategica e fondamentale» ha detto il soprintendente dell'Opificio, Mario Ciatti. E contraddice chi crede che l’Opificio sia solo al servizio dell'arte antica: «Finché l'arte si esprime con manufatti tradizionali, il bagaglio tecnico che ha Opificio per l'arte antica, può essere utilmente impiegato», del resto, solo la tecnica può supplire al fragile assemblaggio di certe opere d'arte contemporanea.
Cecilia Frosinini, Direttore del Settore Materiali Cartacei e Membranacei, che si sta occupando del restauro dell'opera di Duchamp, nota una somiglianza tra l'opera di Duchamp e il Codice Resta – detta galleria portatile – in cui l'ideatore incollò disegni dal '300 al '700 di grandi maestri, per stilare un documento della vita del disegno italiano; questo potrebbe essere il suo «Versante classico», nota la Frosinini, anche se «Qui siamo nella riproducibilità dell'opera d'arte e c'è anche un volersi accreditare con il collezionista». Di questo museo portatile, infatti, ne esistono 312 versioni e ognuna con un originale dipinto a mano.
«Un'opera chiave di Duchamp anche se risale al '41» quando aveva già smesso di dipingere, ha detto Karol P. B. Vail, direttrice della Collezione Peggy Guggheneim. Boîte-en-Valise comprende riproduzioni come Il Grande Specchio, Fontana e le prime opere cubiste sui generis, composte da 11 materiali diversi e di scarsa fattura: la loro delicatezza fa stare ancora l'opera sul tavolo degli esperti dell'opificio. (Achille Falco)

 


strumenti
inserisci un commento alla notizia
versione in pdf
versione solo testo
registrati ad Exibart
invia la notizia ad un amico
 

Il navigatore dell'arte
trovamostre
@exibart on instagram