Da Porta Venezia alla Svizzera 3068 utenti online in questo momento
exibart.com
 
community
Express
23/05/2019
I capolavori degli Uffizi, raccontati dalle voci degli attori
23/05/2019
Banksy è stato allontanato dai vigili mentre "esponeva" senza autorizzazione a Venezia
23/05/2019
Il Codice Atlantico di Leonardo da Vinci sul tuo smartphone, grazie all’app
+ archivio express
Exibart.segnala
Blog
recensioni
rubriche
         
 

Da Porta Venezia alla Svizzera

   
   
 
Da Porta Venezia alla Svizzera
pubblicato

Istituto Svizzero
Via Vecchio Politecnico, 3
T. +39 02 7601 6118
istitutosvizzero.it

It’s All About Space
Inès Lamunière
09.04 > 04.05.2019



Fondazione Nicola Trussardi
Piazza Eleonora Duse, 4
T. +39 02 8068 821
fondaizonenicolatrussardi.com

at Porta Venezia toll gates

A Friend
Site-specific installation
By Ibrahim Mahama
Curated by Massimiliano Gioni
02.04 > 14.04.2019



Fondazione Marconi
Via Tadino, 15
T. +39 02 2941 9232
fondazionemarconi.org

Emilio Tadini 1967-1972.
Davanti agli occhi, dietro lo sguardo
Solo show
> 28.06.2019


Il primo suggerimento per la giornata di Milano Art to Date di Untitled Association ci conduce al numero 3 di via Vecchio Politecnico, dove l’Istituto Svizzero ha da pochi giorni inaugurato It’s All About Space, a cura di Inès Lamunière.
Alla domanda ‘Inès, cosa puoi fare con questo spazio?” la risposta dell’architetto vincitrice dell’edizione 2011 del Swiss Grand Award for Art/Prix Meet Oppenheim si è focalizzata sul fatto che lo spazio esistente fosse troppo lungo ed alto e che per riparare a ciò vi fosse bisogno di un intervento: da qui l’idea di inserire una grande struttura a forma di diamante costruita come un oggetto ma che non percepita come tale. L’opera di Lamunière viene così sapientemente a delineare all’interno dell’istituto una costruzione le cui facce esterne dipinte di rosa ed arancio giocano con i muri degli ambienti esistenti, conferendo allo spazio rinnovata forza e vitalità e al visitatore un’ampia libertà di movimento.
L’arte pubblica è la protagonista della seconda tappa del percorso delineato da Milano Art to Date, che ci conduce ora al crocevia di Porta Venezia, una delle sei porte principali della cinta urbana. Nell’ambito dell’Art Week milanese, la Fondazione Nicola Trussardi presenta A Friend, una maestosa installazione urbana concepita appositamente per i due caselli daziari di Porta Venezia dall’artista ghanese Ibrahim Mahama e in corso fino a domenica 14 aprile. Come già accaduto per le precedenti opere pubbliche realizzate da Mahama nelle capitali dell’arte contemporanea, anche a Milano l’artista avvolgerà i caselli neoclassici con sacchi di juta, creando una seconda pelle che conferirà loro una nuova identità, inducendo lo spettatore a riguardarli alla luce della loro funzione simbolica ed economica. Per secoli, infatti, Porta Venezia è stata per la città la porta d’Oriente, delimitando il confine tra il territorio urbano e la campagna: A Friend vuole così innescare una riflessione sul concetto stesso di soglia come luogo di passaggio che separa l’interno dall’esterno, il sé dall’altro e dunque l’amico dal nemico, andando ad indagare alcuni tra i temi più importanti dell’era contemporanea quali la migrazione, la globalizzazione e la circolazione di merci e persone attraverso i confini e le nazioni. 
Il terzo ed ultimo consiglio della giornata volge lo sguardo alla Fondazione Marconi di via Tadino, che presenta "Emilio Tadini 1967-1972. Davanti agli occhi", dietro lo sguardo, terza mostra dedicata all’artista ed intellettuale milanese.
L’esibizione pone l’accento sugli esordi della produzione artistica di Tadini, dal 1967 al 1972, periodo durante il quale vanno delineandosi la sua modalità operativa ed il suo stampo stilistico. Il punto di partenza è la pop art, manifestatasi nelle prime due grandi serie di opere quali la Vita di Voltaire e L’uomo dell’organizzazione, le quali non rispecchiano tuttavia l’aggressività tipica del pop americano, ma sono piuttosto affascinate dalle varianti più introspettive e personali, a tratti intellettuali, politiche e critiche, proprie del pop britannico. Il tentativo operato dal progetto espositivo curato dalla Fondazione Marconi consiste dunque nel riportare a galla il lavoro grafico e pittorico del maestro milanese, al fine di ricostruire la figura di un artista a trecentosessanta gradi, distintosi come pittore, disegnatore, intellettuale, scrittore e poeta. 

 


strumenti
inserisci un commento alla notizia
versione in pdf
versione solo testo
registrati ad Exibart
invia la notizia ad un amico
 

Il navigatore dell'arte
trovamostre
@exibart on instagram