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Milano Design Week/14. Ultimo giorno con il botto e lunghe code a Ventura Centrale

   
   
 
Milano Design Week/14. Ultimo giorno con il botto e lunghe code a Ventura Centrale
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Last day per il festival della creatività diffusa. E anche quest'anno il Fuorisalone dà il meglio di sé al Distretto Ventura Centrale, in una via Ferrante Aporti transennata e controllata da polizia municipale fin da ieri per tutelare la sicurezza, viste le lunghe code e l'affluenza da stadio nei grandi edifici della stazione, monumenti di archeologia industriale affascinanti anche vuoti. Sedici grandi magazzini di proprietà della Stazione, un numero aumentato rispetto alle scorse due edizioni, ospitano installazioni ad alta tecnologia, immersive e interattive. Nonostante l’attesa, tutti sembrano felici di entrare, prima o poi, in queste opere site specific multimediali, in cui non è l'oggetto il protagonista, bensì il potenziale creativo. 
È divertente il confessionale dei peccati del design di Freitag, il marchio famoso per borse realizzate con teloni di plastica di riciclo, con una installazione luminosa Unfluencer, De-sinning the Designer, dell'artista Georg Lendorff, una mostra che affronta anche gli errori e i peccati del brand. Si fa la coda anche per entrare nell'installazione Come to light, realizzata da Luca Moreni, Roberto De Zorzi e Aria Design Team, capace di dare forma a immagini e suggestioni visive, attraverso cambiamenti di luce in relazione alla musica. Stordisce il vociare del mondo, inscenato da Maarten Baas con I think therefore I was, una foresta di schermi e blablaismo televisivo in cui lo spettattore si perde in tanto "rumore per nulla". Spettacolare l'installazione Humanscale, in cui ballando tra fasci di luce, si proietta una sagoma composta da pallini luminosi che seguono il ritmo di chi si muove sul palco, con un effetto a dir poco magico. 
Incanta Sky-Farme, azienda svizzera di porte scorrevoli essenziali, che si presenta con una installazione coinvolgente, A piece of sky, progettata dall'architetto e designer pluripremiato Stephan Hürlemann, un’opera che ci permette di ascoltare i racconti del cielo e l'orbitare dello spazio, con suoni registrati dalla NASA. Tra le altre installazioni immersive, citiamo anche Raytrace by Layer, che inscena le potenzialità espressive di Dekton, un materiale duraturo e innovativo dalle caratteristiche performanti. Sono instagrammate le stampe con texture a led dello storico marchio giapponese Dnp, con un’installazione d'impatto zen e raffinata. 
Pianissimo-Fortissimo è un’installazione a parete che può essere suonata come uno strumento musicale, come anche il quadro a muro di Yamaha Design Laboratory per Pulse o come Sound Gravity, un oggetto sinuoso adagiato sul pavimento, in cui si può entrare per ascoltare il respiro di un violoncello, abbracciando lo strumento musicale che produce vibrazioni dal coinvolgimento emotivo profondo. 
Con queste e altre installazioni diffuse qua e là per una Milano sempre più eventopoli, le protagoniste del Fuorisalone 2019 sono state le code, ordinate e silenziose condivise pazientemente con fiumane di curiosi provenienti da tutto il mondo. Cosa vorrà dire? (Jacqueline Ceresoli)
 


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