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Una poesia di Marco Bagnoli per il millennio della Basilica fiorentina di San Miniato

   
   
 
Una poesia di Marco Bagnoli per il millennio della Basilica fiorentina di San Miniato
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Lunedì, 22 aprile, alle 19, si terrà la cerimonia di chiusura di Janua Coeli, l’opera che Marco Bagnoli ha realizzato in occasione della celebrazione del Millenario della fondazione della Basilica fiorentina di San Miniato al Monte. Janua Coeli si articola lungo una diagonale ideale che attraversa tutto l’edificio, partendo dal Cimitero delle Porte Sante, al suo esterno, fino ad arrivare all’abside, e si compone di cinque opere che rappresentano i cinque elementi costitutivi dell’universo: Ascolta il flauto di canna, Fonte battesimale, La voce, Sonovasoro e la performance musicale di Luca di Volo, Haec est porta coeli, corrispondenti rispettivamente a Terra, Acqua, Fuoco, Aria e Etere. 
Abbiamo chiesto all’artista che cosa volesse rappresentare con questa sua opera e Bagnoli, per risponderci, ha voluto usare le parole di una poesia, da lui composta per il suo intervento per il Millenario: 

«Sulla Svolta dei Vasi 
Ora traccio una linea 
diagonale 

Dal Capricorno all’Acquario 
Per annunciare la Porta Celeste. 

Tu dici: terre, acque 
e fuochi ancora e aria. 

Io, nel vento d’etere che accolgo 
pongo intatta la Canna nel cipresso

Acqua nel Fonte 

Fuoco e brace 
ai piedi della Scala 
come la Pietra su cui poso 
la testa 

Vaso Oro Sono 
che avvolge nell’aria 
la luce della croce. 

Sempre accesa e soffio ardente 
come nella conchiglia si fa 
suono 

l’ombra del pendolo 
riflessa». 

Tutte le opere sono state eseguite dall’Atelier Marco Bagnoli, grazie anche alla coordinazione di Pier Luigi Tazzi, alla direzione tecnica di Marco Ulivieri e Luciano Scali, oltre che alle ricerche d’archivio di Alberto Cioni. Il prossimo Lunedì dell’Angelo, la cerimonia di chiusura si ricollegherà al rituale con cui si erano inaugurate le celebrazioni, il 27 aprile dello scorso anno. Quando gli abbiamo chiesto in cosa consisterà, Bagnoli ha spiegato: «È un fuoco sospeso lungo questa diagonale, accompagnato dal canto dei monaci, che la percorre all’inverso, e disperde verso terra e verso il cipresso trafitto l’elevazione degli elementi raccolti». Il movimento a ritroso di questo fuoco sarà scandito in quattro stazioni – l’Altare Maggiore, lo Zodiaco, la Porta Santa e la balaustra del cimitero – e accompagnato da un canto in stile gregoriano, composto per l’occasione da Giuseppe Scali e intitolato Cumque evigilasset
Terminata Janua Coeli, Marco Bagnoli ha già altri progetti in programma e ha detto di stare lavorando a un’opera che sia «occasione e segno di apertura, per la Villa Ambrogiana a Montelupo e per il suo territorio». (Lucrezia Cirri)
 


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