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Tirate sul curatore. A Roma, gli incontri di Fondazione smART iniziano con Simone Menegoi

   
   
 
Tirate sul curatore. A Roma, gli incontri di Fondazione smART iniziano con Simone Menegoi
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Oggi, lunedì 20 maggio, alle ore 18.45, Fondazione smART–polo per l’arte presenta, nella sua sede di Roma, in piazza Crati, la seconda edizione di Tirate sul curatore, una serie di incontri che ogni mese porranno l’attenzione sulla figura di diversi curatori, indagandone le ricerche, le ispirazioni, il rapporto con gli artisti, con il pubblico e con la storia dell’arte. Protagonista del primo appuntamento è Simone Menegoi, critico, curatore e direttore di Arte Fiera, a moderare sarà nuovamente Saverio Verini, al quale abbiamo fatto qualche domanda. 

Siamo alla seconda edizione di "Tirate sul curatore" dove la figura del curatore si svela. Ci sono delle tematiche specifiche che ti piacerebbe approfondire durante gli appuntamenti? Quali saranno i protagonisti di questa nuova stagione? 
«La serie di incontri è nata nel 2017 per rispondere alla domanda che molte persone (sia tra i non addetti ai lavori che tra gli operatori) spesso si pongono: cosa fa un curatore? Partendo da questo semplice ma cruciale interrogativo ho pensato che sarebbe stato bello creare dei momenti di incontro con alcuni dei curatori che stimo maggiormente, invitandoli a presentare il proprio percorso: non soltanto le mostre e i progetti curati, ma anche le influenze, gli episodi "extra-artistici" che li hanno maggiormente orientati, le prime opere d'arte incontrate e così via. Si tratta di un vero e proprio format: a ogni curatore vengono poste di fatto le stesse domande (spesso molto semplici), con l'idea che, di fronte a un'identica sollecitazione, possano emergere affinità e divergenze tra i diversi ospiti. 
Grazie a questa specie di ritratto mi piacerebbe mostrare i diversi approcci alla pratica curatoriale, ma in maniera meno astratta possibile. Esperienze pratiche, aneddoti, immagini dovrebbero offrire la possibilità di muoversi in maniera molto fluida e leggera dal piano teorico a quello pratico – almeno così è stato per la prima edizione di Tirate sul curatore, che ha visto la partecipazione del collettivo di curatrici a.titolo, di Christian Caliandro, di Pietro Gaglianò, di Ilaria Gianni e di Chiara Parisi
Mi piace pensare che gli incontri possano contribuire a delineare una costellazione di approcci e attitudini per meglio comprendere le possibili declinazioni dell'attività di curatore e, perché no, per raccontare una personale storia dell'arte e delle immagini, fruibile da un pubblico ampio. Per questo sono stati individuati curatori con formazioni, esperienze, inclinazioni e ruoli diversi: Simone Menegoi (che è anche direttore di Arte Fiera, a Bologna), Cristiana Perrella (che dirige un museo, il Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato), Davide Ferri (docente in diverse accademie d'arte e con uno spiccato interesse per la scrittura critica). Stefano Collicelli Cagol (che, insieme a Sarah Cosulich, curerà il prossimo anno un appuntamento importante come la Quadriennale di Roma) e Luca Lo Pinto (con una fortissima esperienza internazionale alle spalle, nonostante la giovane età)». 
Sulla base degli interventi e le esperienze dei vari ospiti cosa vuoi che arrivi al pubblico? 
«La ricezione del pubblico mi sta particolarmente a cuore. Tirate sul curatore è partito proprio dalla volontà di raccontare chi sia e cosa faccia un curatore, magari cercando di rispondere anche alle comprensibili perplessità che questa figura suscita (peraltro ben espresse nel libro di David Balzer, Curatori d'assalto, ma anche da autori italiani come Tommaso Labranca, solo per citarne uno). Questo è il motivo che ha spinto non solo me, ma anche Fondazione smART - polo per l'arte (la presidentessa Margherita Marzotto, la direttrice dello spazio espositivo Stephanie Fazio e quella della parte didattica Giorgia Rissone, insieme all'infaticabile gruppo di lavoro: Francesco Basileo, Manuela Ruggeri, Irene Seneca) a riproporre un secondo ciclo di incontri dopo quello del 2017, con la speranza che questa piattaforma – potenzialmente replicabile in maniera quasi illimitata! – possa trovare un'estensione anche negli anni a venire». (Valentina Muzi)
 


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