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Il lungo tour della Milanesiana 2019, dai fatti di Piazza Tienanmen al Purgatorio di Dante

   
   
 
Il lungo tour della Milanesiana 2019, dai fatti di Piazza Tienanmen al Purgatorio di Dante
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A Milano, al Piccolo Teatro Grassi, dove la cultura europea nacque nell’immediato dopoguerra, si è svolta la conferenza stampa della presentazione della 20ma edizione della Milanesiana, attesa rassegna estiva ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi, manager della cultura pensata come impresa della conoscenza, un’orchestra di diverse discipline, in cui le idee sono note musicali che compongono uno spartito armonioso. Così è la Milanesiana, una kermesse all’insegna della interdisciplinarità, dove letteratura, musica, cinema, scienza, filosofia, teatro, arte, diritto ed economia, intrecciano racconti nel nostro tempo, salvaguardando il passato e con lo sguardo proiettato al futuro, per tutelare non solo la memoria ma anche l’identità plurima, transnazionale. 
Il tema scelto per quest’anno è la speranza, suggerito da Claudio Magris, tra i tanti big invitati alla rassegna. La Milanesiana, promossa dal Comune di Milano e Regione, sostenuta all’80% da sponsor privati e costata 682mila euro, propone 65 appuntamenti, con 210 ospiti internazionali provenienti da 15 Paesi e 13 mostre diffuse in diversi luoghi, alcune delle quali in anteprima mondiale. 
Il 2019 è anche un anno di importanti anniversari per la Milanesiana, che ricorda il suo ventesimo compleanno con l’obiettivo di diventare sempre più itinerante. Per la prima volta, infatti, questa rassegna nata a Milano sbarca a Roma, Venezia, Brescia, al Vittoriale degli Italiani a Gardone, a Pavia, Lodi, Bergamo, Torino, Verbania, Bormio, Ascoli Piceno e Firenze. 
A Palazzo Mezzanotte, il 10 giugno, alle 19.45, la rassegna si inaugura con due mostre, "Giuseppe Bergomi. Cronografia di un corpo” e "La storia della Borsa attraverso i certificati azionari”, mentre nella sede della Borsa Italiana, per il cinquecentenario della prima attività borsistica a Bruges, "Lorenzo Lotto, Ritratto di Ludovico Grazioli. Guido Cagnacci, Allegoria del Tempo (La Vita Umana). Due quadri della Collezione Cavallini Sgarbi”. Alle 21 dello stesso giorno, la Milanesiana continua sempre a Palazzo Mezzanotte, con una lectura Dantis del IV Canto del Purgatorio, di Roberto Herlitzka, una lectio magistralis di Mario Monti sul tema "Democrazie nazionali e integrazione internazionale”, e nel clima post elezioni europee la sua ponderata analisi sarà attesa più che mai. Chiuderà la serata un concerto di Alice, con Carlo Guaitoli al pianoforte e Antonello D’Urso alle chitarre. 
Tra gli ospiti segnaliamo: tre premi Nobel, un Premio Oscar, tre Premi Pulitzer, un Primo Premio Goncourt, sei Premi Strega, un Booker Prize, un Leone d’oro, un Leone d’oro alla Carriera, un Leone d’Argento, sette David di Donatello, cinque Nastri d’Argento, due Golden Globe, un Premio Galileo, oltre a numerosi esponenti del mondo della scienza, della musica, del cinema, dell’architettura, della filosofia, del diritto e dell’economia, materia politica per eccellenza. Molti gli anniversari ricordati, all’insegna della memoria, in questa edizione: 20 anni di Fleurs e della Rosa di Franco Battiato, icona del manifesto della rassegna milanese, 20 anni dopo Fabrizio De Andrè, 30 anni di Teatri Uniti intrecciati con il Piccolo Teatro Grassi, 30 anni di Blob, rivoluzionaria trasmissione di Rai 3, 30 anni dopo Leonardo Sciascia, 30 anni del crollo del muro di Berlino, 30 anni dai fatti di piazza Tienanmen – da non perdere, l’11 giugno, l’appuntamento con il Nobel francese di origine cinese Gao Xingjan, che ricorderà i fatti di Piazza Tienanmen con il direttore del Corriere della Sera, Luciano Fontana – 35 anni di Tetris, 40 anni dal patrimonio Unesco "Arte rupestre della Valcamonica”, 40 anni della BMW Art Car di Andy Warhol, 50 anni dopo Giorgio Scerbanenco, 50 anni dal primo allunaggio del 21 luglio 1969, 90 anni di Angelo Guglielmi, 100 anni dalla nascita di Primo Levi, 150 anni dopo Carlo Cattaneo, 220 anni dopo Giuseppe Parini, 455 anni dell’Almo Collegio Borromeo di Pavia, 500 anni dopo Leonardo da Vinci, 500 anni dalla prima attività borsistica a Bruges. Chissà perché a nessuno è venuto in mente il centenario del Bauhaus (1919-1933). 
L’edizione di quest’ anno non vuole essere autocelebrativa ma è sempre più opera aperta, direbbe Umberto Eco, tra i primi sostenitori della Milanesiana, che «Nasce per fare il punto e guardare al futuro rilanciando le caratteristiche che hanno consentito alla Milanesiana di conquistare il pubblico milanese, italiano e internazionale. Siamo sicuri che questa importante rassegna culturale sarà ancora una volta contornata di successo perché le premesse ci sono tutte: slancio, voglia di crescere e profondo legame con Milano», ha dichiarato il sindaco Giuseppe Sala
E tra le tante rassegne a ingresso libero, concerti o altri incontri a pagamento, si segnalano, tra le 12 mostre e altrettante inaugurazioni in 8 città diverse, a Milano le esposizioni alla Galleria Antonia Jannone, in collaborazione con Nova Gorica-Gorizia, candidata Capitale Europea della Cultura 2025 e Ciaccio Arte, "I Paesaggi di Franco Dugo”, "Gli Abiti di Matea Benedetti”, "Entro a volte nel tuo Sguardo. Le fotografie di Sergio Claudio Perroni”, dal 27 giugno al 23 luglio. Tra le altre mostre da non perdere, segnaliamo a Torino, Reggia di Venaria-Corte d’Onore, in collaborazione con Consorzio Residenze Reali Sabaude, Galleria Ceribelli e Ciaccio Arte, "Branco”, di Velasco Vitali, oltre cinquanta cani in materiali diversi che invaderanno pacificamente questo incantevole luogo, dal 19 giugno al 20 ottobre. Il 27 giugno, al Piccolo Teatro Grassi, ci sarà una lectio magistralis di Massimo Cacciari, introdotta da Ferruccio De Bortoli, sul tema della Giustizia e della Speranza. Il calendario completo si può consultare sul sito lamilanesiana.eu ma anche su Instagram, @lamilanesiana, dove tra le tante iniziative troverete sicuramente quella da mettere in agenda. 
Perché il brand Milanesiana è una garanzia di esperienza cultuale condivisa, in cui la valorizzazione del patrimonio italiano diventa una opportunità di confronto e revisione critica della nostra storia e identità, all’insegna di una visione internazionale. (Jacqueline Ceresoli)
 


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