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Fino al 9.VI.2019
Le Forme del tempo, Fabio Barile e Domingo Milella
Centro Arti Visive Pescheria, Pesaro

   
  Milena Becci 
 
Fino al 9.VI.2019 - Le Forme del tempo, Fabio Barile e Domingo Milella - Centro Arti Visive Pescheria, Pesaro
pubblicato

Sta per volgere al termine il lungo viaggio nel tempo esposto al Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro che ha inaugurato al pubblico, a cura di Alessandro Dandini de Sylva, sabato 2 marzo e che cesserà il suo cammino il 9 di giugno. Un vero e proprio dialogo per immagini tra Fabio Barile e Domingo Milella ha attraversato le ampie vetrate dello spazio pesarese e ha vissuto quell’ambiente ampio e luminoso per molti mesi, consapevole che ciò che noi chiamiamo tempo non può essere bloccato, con un passato che viene sempre lasciato alle spalle, pur con le sue conseguenze, ed un presente che presto sarà trasformato in futuro. L’hic et nunc è in perenne evoluzione, l’istante diviene lasso di tempo incatenato e fuggitivo e materia e luoghi mutano in continuazione. Una normalità? O la norma? Probabilmente sì, consuetudini e leggi naturali, ma altresì mistero e meraviglia. È dentro la natura quel senso di splendore e stupore che crea in noi esseri viventi che la osserviamo la volontà di catturarla, spiegarla, comprenderla totalmente ed infine imitarla. Noi, come presunti déi che abbiamo insito il desiderio di manipolare gli elementi e controllarli, che, con l’invenzione della fotografia, siamo finalmente riusciti ad osservarli con più attenzione e facilità: Poseidone, Chronos, Urano, Etere e Gea riuniti a sperimentare la produzione di un'immagine statica, risultato delle interazioni tra luce e materia. Solo la fotografia, dai primi anni dell’Ottocento, ci ha permesso di fermare un momento, ma il senso di questo stop si modifica di volta in volta e siamo solo noi a consegnargli le chiavi che aprono la motivazione. Il passare degli attimi crea forme di vario genere, dona vita e distrugge, in un ciclo che ben conosciamo. Riuscire ad avere queste configurazioni davanti agli occhi ci fa credere di poterle possedere, nostre per sempre, anche quando loro muteranno o non esisteranno più.

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Le Forme del tempo, Fabio Barile e Domingo Milella, vista della mostra , foto di Michele Alberto Sereni, Centro Arti Visive Pescheria

Il tempo geologico di Fabio Barile parla al tempo storico di Domingo Milella e viceversa. Nessuna direzione imposta ma la chiara presenza di divinità ammesse all’interno del mondo dell’arte contemporanea. I lavori dei due artisti si specchiano in uno spazio vasto e colmo di luce che amplifica la meraviglia della visione senza distrarci dalla realtà. Nel 1816 Niépce ottenne la sua prima immagine fotografica che ritraeva un angolo della sua stanza di lavoro; Barile e Milella guardano all’intero globo terrestre. Inutile sottolineare il passaggio generazionale ma importante riflettere su cosa è accaduto, perché e con quali modalità. Non si tratta unicamente delle nuove scoperte tecnologiche ma del pensiero che ha spinto a queste ritornando al senso e comprendendolo a tutto tondo. 
Domingo Milella, partito dalla periferia di Bari, ha racchiuso in Indexing 2001/2016 quindici anni di immagini scattate durante i suoi viaggi prima verso Oriente e poi verso Occidente. È una mappa personale di chi lascia traccia anche se riparte e non torna più, è un percorso che trova il suo senso nella ricerca assidua, nel cammino di colui che vuole vedere e vuole fermare fino ad arrivare alle antiche iscrizioni a Topada, in Turchia, che ci riportano all’interesse per la scrittura i cui significati si sono perduti o si perderanno nel tempo.
Lo studio delle evidenze geologiche di Fabio Barile e le sue simulazioni dei fenomeni tramite l’utilizzo di oggetti d’uso quotidiano, fanno comprendere come il nostro pianeta è arrivato ad essere così come oggi lo vediamo a seguito di mutamenti subiti nel corso di miliardi di anni. Il lavoro è mezzo per interrogarsi e comprendere una verità che è scientifica, fissa e certa. I processi non sono evidenti nel loro susseguirsi di cambiamenti ma sono stadio finale temporaneo in attesa che altro vada a formarsi, quindi mai ultimo.  
Un altro fotografo, pesarese di nascita, affianca i due artisti pugliesi esponendo i suoi lavori all’interno del Where, il bar del Centro Arti Visive: Jannis, Luigi, Eliseo è il progetto di Michele Alberto Sereni, a cura di Marcello Smarrelli, che ripropone le immagini delle mostre che in passato son state realizzate all’interno della Pescheria e naturalmente degli artisti che son stati presenti. Legami indissolubili che nemmeno il passare degli anni può spezzare tra il fotografo, Jannis Kounellis, Luigi Ontani ed Eliseo Mattiacci, a testimoniare che la mera documentazione, fredda e distaccata, non appartiene al modus operandi di Sereni che cerca sempre il senso e lo trova nella relazione con la persona e con l’opera d’arte nata da essa e sempre con essa. Si torna quindi al perché del fare oltre che al tempo che passa e che tutto svela. 

Milena Becci
Mostra visitata il 31 maggio

Dal 2 marzo al 9 maggio 2019 
Le Forme del tempo, Fabio Barile e Domingo Milella
Centro Arti Visive Pescheria
Corso XI Settembre 184, Pesaro
Orari: da venerdì a domenica e festivi ore 16.00 - 19.00
Info: www.centroartivisivepescheria.it/

 


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