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Il tempo e il suo Ordine imperfetto. Caterina Ciuffetelli alla Galleria Forzani di Terni

   
   
 
Il tempo e il suo Ordine imperfetto. Caterina Ciuffetelli alla Galleria Forzani di Terni
pubblicato

Due anni di lavoro, scanditi da tre diversi cicli artistici ed espressivi. È questo l’ ”Ordine imperfetto” di Caterina Ciuffetelli, proposto dalla Galleria Forzani di Terni, che dopo il successo della mostra omaggio al francese Pierre Soulages, messa in scena in occasione del Festival GemellArte, torna a fare il pieno di pubblico con la personale di un'artista locale, suddivisa in tre momenti espositivi, in ognuno dei quali il tempo gioca un ruolo fondamentale. 
Nel primo ciclo, intitolato Prehistoric, vi è un esplicito rimando a segni archeologici, di civiltà passate ma con uno sguardo al contemporaneo. Il secondo, dal titolo Diagram, forse il più "intimo” per l'artista, c'è una ricerca e una risposta a un bisogno interiore di ordinare la realtà, sistematizzandola. Da qui, forse inevitabilmente, si arriva al terzo ciclo, Mosaic, composto da tessere ricavate da un lavoro su carta in frottage. 
Il tempo, dunque, è il vero filo conduttore delle tre diverse espressioni artistiche. Dai segni preistorici che, interpretati come linguaggi perduti, portano a una riflessione sul tempo perduto, al richiamo più esplicito offerto dalla sabbia, usata dall'artista in opera come The Hole, in cui è evidente il richiamo alla clessidra, emblema dello scorrere del tempo. 
Ma il tempo è anche in grado di dettare l'ordine delle cose. Com'è evidente in Diagram, in cui l’artista esegue una stratificazione della materia che si fa più fitta, proponendo una struttura più lineare dei lavori precedenti. In un rinvio a uno schema che però non ordina, «Forse una ricerca più programmata e un desiderio di esercizio sul tempo impiegato a realizzare l’opera stessa – spiega il curatore, Lorenzo Rubini - elemento questo essenziale per la lettura della serie Mosaic, nella quale i segni accostati tra loro non sono più letti come misteriosa comunicazione ma come tasselli temporali. È qui che i lavori divengono descrizione di un fluire incessabile, la stratificazione non è più soltanto accennata e flebile ma quasi forzata, spinta o estrapolata che solo la luce può facilitarne la lettura totale». (Alessio Crisantemi)
 


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