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Se son arti digitali, fioriranno a Blooming. Nelle Marche la terza edizione del Festival

   
   
 
Se son arti digitali, fioriranno a Blooming. Nelle Marche la terza edizione del Festival
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Le arti digitali fioriscono d’estate, con Blooming, il festival che presenterà la sua terza edizione il 28, 29 e 30 giugno, all’interno degli spazi sacri, nascosti e sotterranei di Pergola e nel Castello di Frontone, suggestiva rocca tra le montagne dell’entroterra marchigiano. La direzione artistica del festival, presentato da Palazzo Bruschi, è a cura di Quiet Ensemble, collettivo impegnato nel variegato panorama delle arti visive, la cui ricerca è improntata sull’equilibrio tra natura e tecnologia. 
Anche quest’anno, artisti provenienti da tutto il mondo presenteranno il proprio lavoro di ricerca nel campo della cultura digitale, della musica e delle arti elettroniche, con installazioni e performance dal vivo che invitano lo spettatore ad avventurarsi nella magia del processo creativo come in uno sconfinato giardino nel pieno della sua fioritura. Vietato rimanere in disparte, visto che le opere attiveranno un dialogo inedito con i luoghi e saranno interattive. 
Tra gli ospiti, alcuni dei nomi più rilevanti nella new media art internazionale: Cinzia Campolese (Italia), Olivier Ratsi (Francia) e Guillaume Marmin (Francia). Campolese vive e lavora a Montréal, è membro del centro di arti digitali Perte de Signal e i suoi lavori sono stati esposti in istituti culturali, gallerie ed eventi come Stereolux, BAM Festival, Chromatics, roBOt. Il suo lavoro a Blooming si dipana attraverso specchi, riflessi e proiezioni luminose che altereranno la percezione degli spazi in cui è inserito. Dalla Francia arrivano invece Ratsi, co-fondatore del collettivo AntiVJ, con un curriculum importante di presenze nei maggiori festival del mondo, che a Blooming presenterà un suo lavoro site-specific in anteprima assoluta, e Marmin, la cui pratica artistica si basa sulla ricerca di un nuovo alfabeto sinestetico, un linguaggio comune tra immagine e suono, che lo ha portato nel corso della sua carriera a collaborare anche con il padre della techno, Jeff Mills
In line-up anche l’olandese Mariska De Groot, che lavora sul binomio luce-suono utilizzando una strumentazione interamente analogica. E poi, tra gli altri, i collettivi Volna (Russia), OLO Creative Farm e Motorefisico (Italia), Minus Log, il progetto di Manuela Cappucci e Giustino Di Gregorio, Roberto Pugliese, la cui ricerca si muove tra sound-art e arte cinetica e programmata, e che vanta numerose partecipazioni in festival in tutta Europa. 
Tra i partner del festival c’è RUFA – Rome University of Fine Arts, che presenterà un progetto prodotto dai propri studenti sotto la supervisione di Quiet Ensemble. Tra gli altri progetti collaterali di Blooming 2019 Luca Cataldo condurrà il workshop "Dalla luce alla proiezione”, un laboratorio rivolto ai bambini, che incoraggia l’utilizzo della manualità con l’uso delle tecnologie analogiche e digitali.
Per tutte le informazioni sul programma completo, potete dare un'occhiata qui.
 


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