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“Resistenza/Resilienza” al PAV, Torino

   
   
 
“Resistenza/Resilienza” al PAV, Torino
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Al PAV Parco Arte Vivente di Torino inaugura oggi, 20 giugno, la collettiva "Resistenza/Resilienza”, a cura di Gaia Bindi e Piero Gilardi, che attraverso i lavori di Marco Bailone, Gea Casolaro, Michelangelo Consani, Leone Contini, Piero Gilardi, Michele Guido, Ugo La Pietra e Gruppo Wurmkos attiva - ha spiegato il comunicato stampa - «una riflessione sulla coppia complementare di due obiettivi strategici dei movimenti ecologisti e della loro base sociale», la resistenza e la resilienza presenti nel titolo. «L’intento di questa mostra al PAV – ha proseguito l’organizzazione - è di esporre e divulgare l’attività di alcuni artisti italiani, in sintonia con la tematica (ecologista, ndr), attraverso la realizzazione di progetti specifici nelle aree interne ed esterne del centro sperimentale di arte ambientalista».
A precedere l’inaugurazione, oggi alle 17, una tavola rotonda a cui parteciperanno, oltre ai curatori, Marco Revelli, Guido Viale e Barbara, portavoce di Extinction Rebellion Italia, per approfondire i temi legati all’ecologia.
Abbiamo posto alcune domande sul progetto a Enrico Carlo Bonanate, direttore del PAV.
Come è nata la mostra "Resistenza/Resilienza”, perché avete scelto di lavorare su queste tematiche e da che punto di vista vengono affrontate?
«La mostra nasce da un'idea di Piero Gilardi e Gaia Bindi. Nonostante non siano formalmente collegate, c'è un solido rapporto di continuità tra questa mostra e "The God Trick”, inaugurata lo scorso anno insieme a un convegno internazionale sull'Antropocene e le possibilità trasformative dell'arte. Penso che la spinta alla mostra "Resistenza/Resilienza” venga proprio da lì: spesso, quando si pensa alla crisi ecologica, ci si lascia andare al disfattismo o, peggio ancora, ci si sollazza in una sorta di fantasia apocalittica e distopica, come se idee quali "la caduta del cielo” o "la fine del mondo” avessero una sorta di fascino intrinseco. La nostra prospettiva è diversa: vogliamo portare in scena una serie di esempi di storie capaci di ispirare un atteggiamento propositivo. Questi esempi, proposti dagli artisti invitati, possono costituire casi di atteggiamento resistente, capace di individuare un fattore nemico e combatterlo, o resiliente, in grado di ricostruirsi a seguito di un evento traumatico».
Che legame individuate, in particolare, tra questi temi e l'arte?
«Se guardiamo allo scenario contemporaneo, non c'è bisogno di "stabilire un legame” tra ecologia e produzione artistica. La questione ecologica, oggi, è uno dei temi centrali del dibattito artistico. Anche il padiglione vincitore della Biennale di Venezia in corso, quello della Lituania, si colloca in questa prospettiva. Non tutta l'arte dedicata alla questione del cambiamento climatico è valevole o onesta – troppo spesso ci si imbatte in operazioni più vicine al marketing che all'ecologia – ma crediamo che il diffondersi capillare di questo tipo di pratiche sia significativo. Noi abbiamo intrapreso questa strada molto, molto tempo fa e ora, semplicemente, proseguiamo a muoverci in quello che un tempo era considerato l'interstizio tra arte ed ecologia e oggi è l'imponente campo d'azione dell'arte ambientalista».
Otto gli artisti invitati, tra cui un collettivo: quale aspetto della loro ricerca o delle opere selezionate li accomuna? Che relazione si crea tra le opere e l’area del PAV?
«Anzitutto si tratta di otto artisti o gruppi di artisti italiani, e questa è stata una scelta consapevole. Questo non per inutili e rischiosi campanilismi, ma perché ci sembrava importante dialogare con storie e sensibilità connesse al territorio, con i movimenti attivi sul piano locale. Per rispondere alla domanda, credo sia utile citare lo stesso Gilardi, che scrive "per me […] "fare arte” significa prefigurare il futuro materiale e immateriale della condizione umana interconnessa con tutto l’ambiente della vita biologica”. Proprio questa propensione all'interconnessione con l'ambiente costituisce, pur nella propria peculiare singolarità, il terreno comune tra le pratiche degli artisti invitati». (Silvia Conta)

Marco Bailone, Gea Casolaro, Michelangelo Consani, Leone Contini, Piero Gilardi, Michele Guido, Ugo La Pietra e Gruppo Wurmkos
"Resistenza / Resilienza”
 A cura di Gaia Bindi e Piero Gilardi
 Dal 21 giugno al 20 ottobre 2019
PAV Parco Arte Vivente
Via Giordano Bruno 31, Torino
Opening: 20 giugno 2019, alle ore 17.00 tavola rotonda con Marco Revelli, Giudo Viale e Barbara, portavoce di Extinction Rebellion Italia, alle ore 18.30 inaugurazione della mostra.
info@parcoartevivente.it, www.parcoartevivente.it 

 


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