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I 10 anni della Fondazione Brodbeck, Catania

   
   
 
I 10 anni della Fondazione Brodbeck, Catania
pubblicato

La Fondazione Brodbeck Arte contemporanea nasce a Catania nel 2007, per volontà dell’imprenditore e presidente della Scuola Svizzera di Catania, Paolo Brodbeck. Dal 2009, con una personale di Michael Beutler, la Fondazione inizia a muoversi nel mondo dell’arte con l’approccio di cui quest’anno si festeggia il decimo anniversario e che si sviluppa lungo due binari paralleli: da un lato una costante attenzione agli sviluppi dell’arte internazionale con mostre, residenze e acquisizioni, e dall’altro un profondo legame con il territorio e le sue istituzioni, soprattutto legate all’arte.
Ieri sera il taglio del nastro per due mostre che fioriscono da questo approccio: "Molteplici visioni. Dalla collezione Paolo Brodbeck ", dedicata alla collezione, a cura di Gianluca Collica, direttore artistico della Fondazione, e "Ad Invisibilia”, con opere e curatela rispettivamente degli studenti dell’Accademia di Belle Arti e dell’Università degli Studi di Catania.
Abbiamo posto alcune domande a Nadia Brodbeck, vicepresidente della Fondazione.
Come sono nate la Collezione e la Fondazione Brodbeck?
«La Collezione nasce negli anni Novanta, quando mio padre inizia a collezionare arte moderna prima, contemporanea poi, mentre la Fondazione prende vita nel 2007. Dal 2009 abbiamo aperto la Fondazione a varie attività, di cui festeggiamo i dieci anni. Da un certo punto di vista collezione e fondazione sono due entità separate, ma da un altro sono strettamente collegate perché il taglio della fondazione è stato determinato dalla collezione: dagli anni Novanta al Duemila mio padre ha collezionato un numero abbastanza importante di opere, anche voluminose, che si trovava - come capita a molte collezioni - a dover tenere chiuse nelle casse e a non poterne godere. Da qui l’esigenza di creare la Fondazione, da un lato per poter vivere le opere e dall’altro per il piacere di poter condividere la propria collezione. Mio padre ha cercato un spazio ampio con l’intento di allestire la collezione, poi ci siamo resi conto che per noi sarebbe diventato più interessante portare dell’attività all’interno della Fondazione, piuttosto che lasciare una mostra permanente. La collezione rimane il cuore di ogni proposta, ma vogliamo lavorare anche su mostre basate su temi diversi, con artisti giovani e con modalità varie».
Per l’anniversario avete scelto sia mostre focalizzate sulla Collezione che collaborazioni con l’Università e l’Accademia di Catania. Da dove nasce questa scelta? 
«In realtà tutti gli eventi dell’anno sono un "festeggiamento”, quella che inauguriamo ora non è la mostra dei 10 anni, è una delle mostre che rientrano nell’anno dell’anniversario, mentre i progetti espositivi con il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Catania e con L’Accademia di Belle Arti di Catania proseguono da diversi anni. Per noi era importante che le inaugurazioni delle due mostre coincidessero, perché i progetti didattici dedicati a studenti e studentesse sia nell’ambito delle arti visive e dalla curatela fanno profondamente parte dell’identità della Fondazione. La mostra sulla collezione è quasi un ringraziamento nei confronti di mio padre, per quello che ha fatto e continua a fare per la Fondazione, per questo sono esposti alcuni pezzi emblematici della collezione, dagli inizi con Pistoletto fino ai progetti di residenze, rappresentati, in questa occasione, dai lavori di Viola Yeşiltac. Per noi era importante che emergesse lo spirito di una collezione in costante divenire».  
Progetto e sogni per il futuro?
«La Fondazione si trova all’interno di un complesso composto da vari capannoni, tutti collegati tra loro, per un totale di 6mila metri quadri, ristrutturati solo in minima parte. Il sogno è ristrutturare tutto il complesso e riuscire a entrare in un regime di autosostegno che non debba più dipendere dal collezionista e mecenate o da vari bandi. Vorremmo poter essere autosufficienti nel proseguimento delle attività così come le abbiamo portate avanti fino a oggi. Da un punto di vista delle attività, inoltre, per noi continua a essere importante il fatto di fare rete, di non fermarci a ciò che già conosciamo, ma, spinti dalla curiosità, continuare a scoprire realtà nuove e portarle qui, per creare scambi e commistioni di idee, come siamo riusciti a fare fino ad ora». (Silvia Conta)

"Molteplici visioni. Dalla collezione Paolo Brodbeck "
A cura di Gianluca Collica
Dal 28 giugno al 29 settembre 2019
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Mostre personali di Christoph Meier, Ute Müller e Nicola Pecoraro
A cura di Gianluca Collica
Fino al 28 luglio 2019
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"Ad Invisibilia”
Artisti: Fabrice Bernasconi Borzì, Andrea Cacciola, Paolo Criscione, Gabriele Fazio,  Giulia Minnella, Alfredo Oriti, Loriana Quisari 
(studenti del corso di "Nuovi linguaggi della pittura” dell’Accademia di Belle Arti di Catania coordinati dai Professori Marcella Barone e Gianluca Lombardo).
Curatori: Anna Giulia Bottaro, Simone Curcuruto, Greta Migliore, Giulia Papa, Elisa Maria Porcaro, Emilia Picone, Maria Clelia Rasà, Costanza Sarpietro, Chiara Zappalà (studenti del laboratorio "Progettazione curatoriale: storia e pratica della curatela d’arte", coordinato dalla Dottoressa Valentina Barbagallo presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Catania).
Dal 28 giugno all’11 luglio 2019
Fondazione Brodbeck
Via Gramignani 93, Catania
Orari: giovedì 4, venerdì 5, sabato 6, mercoledì 10 e giovedì 11 luglio, dalle 18.00 alle 21.00 e su appuntamento tutto l’anno 
www.fondazionebrodbeck.it, info@fondazionebrodbeck.it


 


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