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I maestri dell’arte contemporanea e della musica, per animare l’estate dell’Abruzzo

   
   
 
I maestri dell’arte contemporanea e della musica, per animare l’estate dell’Abruzzo
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Dai grandi Maestri del Novecento all’arte emergente, fino alla creatività dei più piccoli, proseguendo su una linea sottile ma resistente. Sarà questa strada di percorsi intrecciati ad animare l’estate di Castelbasso, con il ciclo di appuntamenti presentati dalla Fondazione Malvina Menegaz per le Arti e le Culture
Si inizia il 21 luglio, con "Sul filo dell’immagine - Trame dell’arazzo contemporaneo”, mostra a Palazzo De Sanctis, a cura di Simone Ciglia, dedicata alle declinazioni contemporanee dell’arazzo, partendo dal territorio. In esposizione, infatti, un’importante selezione di opere prodotte dalla manifattura dell’Arazzeria Pennese, attiva dagli anni Sessanta del Novecento con il coinvolgimento di alcuni fra i maggiori artisti dell’epoca, come, tra gli altri, Afro, Giacomo Balla e Giuseppe Capogrossi. A questo nucleo di opere storiche, si accompagna una serie di arazzi di autori contemporanei, come Enzo Cucchi, Alberto Di Fabio, Mario Costantini, Andrea Mastrovito, Matteo Nasini, Giuseppe Stampone, Costas Varotsos, a testimonianza della rinnovata attenzione di cui questa tecnica ha goduto nella più recente produzione internazionale. 
Nell’ambito della mostra, visitabile fino al primo settembre, sarà presentata per la prima volta al pubblico italiano Retina, la nuova opera di Stefano Arienti composta da tre arazzi realizzati nel contesto di una residenza dell’artista nei laboratori dell’Arazzeria Pennese di Penne, tra il 2018 e il 2019. Il progetto è stato presentato in anteprima mondiale all’Istituto italiano di cultura di Barcellona. L’ente presieduto da Osvaldo Menegaz, infatti, si è classificato al secondo posto nell’edizione 2018 del bando Italian Council, concorso ideato dalla DGAAP-Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane del MIBAC, per promuovere l’arte contemporanea italiana nel mondo. I tre arazzi, dopo l’esposizione nella capitale catalana e a Castelbasso, entreranno a far parte della Collezione permanente del Museo MAXXI di Roma. 
Ancora Arienti sarà protagonista a palazzo Clemente, per Sarà presente l’artista #1, progetto curato da Ciglia, che invita un artista a conoscere e riallestire, la Collezione permanente della Fondazione Menegaz. L’identità attraverso la figura è il nucleo tematico e concettuale dal quale ha preso le mosse l’ipotesi allestitiva di Arienti, che ha scelto un corpus di opere che spaziano dalla pittura alla fotografia, realizzate sia da maestri già storicizzati che da artisti di nuova generazione, presentate in dialogo con i propri lavori. 
Anche i laboratori didattici per bambini da 5 a 11 anni, tutti i mercoledì, dal 24 luglio al 28 agosto, a cura di Giulia Vallese, saranno, quest’anno, dedicati agli arazzi. Se Arienti è un artista che ama giocare con l’arte, tagliando, cancellando, piegando poster, giornali, locandine, come lui i piccoli partecipanti a Eccomi qui! si divertiranno a dare nuova forma all’identità dell’immagine, per scoprire un po’ di più del mondo che abbiamo dentro e di quello che ci circonda. Con Intrecciamo le storie, invece, i partecipanti al laboratorio – tutti i giovedì dal 25 luglio al 29 agosto – avranno l’opportunità di compiere un viaggio tra fili, trame e colori, per comprendere le storie delle opere e tesserne di nuove. 
Non mancherà poi lo spazio anche per un doveroso omaggio ai dieci anni dal terremoto dell’Aquila in collaborazione con l’Isa, con Mani nude spilli al cuore, concerto teatrale per il decennale del 6 aprile 2009, in scena venerdì, 26 luglio, alle 21:30, in piazza Belvedere, con l’Orchestra sinfonica abruzzese e la lettura di Flavio Insinna dei testi tratti dall’omonimo libro di Marianna De Nardo
Ancora per la sezione Musica sono previsti, in piazza Arlini, alle 21:30, i concerti di Rosalia De Souza, Antonio Faraò trio ft. Carlo Atti, Baba Sissoko band, Marco Pacassoni quintet feat Petra Magoni, Larry Mitchell e Noreda Graves

In alto: Stefano Arienti, foto Gino Di Paolo
 


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