22 gennaio 2003

pavu.com: la (net) art dell’informazione

 
Un’intervista giocosa, un esercizio di traduzione e una concreta alternativa al concetto di avanguardia. Abbiamo incontrato i pavu.com, collettivo francese che considera la net art un esercizio di upgrade linguistico. Con due possibili direzioni di lettura...

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Si chiamano pavu.com e sono un collettivo di net-artisti francesi. A partire dal 1999 hanno deciso di lavorare nel no-profit con l’organizzazione – nominale – di una società per azioni. Paul Dupouy ne è il presidente (Chief Président), Clément Thomas l’Officer Général e Jean-Philippe Halgand il direttore esecutivo (Executive Directeur). Per questo motivo ostentano con ironia il .com del loro dominio, combinandolo con il suono di pavu, che in francese suona come pas vu, mai visto. Le regole del loro gioco si applicano innanzi tutto al linguaggio, inteso come insieme di relazioni fra ‘mente e oggetto’ ed esplorato attraverso parole chiave come En-gArde, Next Route, After Contemporary e Plining. Ne risulta un glossario di neologismi creato secondo le modalità del pastiche e motivato dalla volontà di rinnovare la lingua delle istituzioni artistiche e del mercato che ne costituisce la sfera d’azione. In questo modo, l’ibridazione fra termini inglesi e parole francesi, tecnicismi, gergo informatico e artistico, assonanze e associazioni verbali diventano occasione per la fondazione di un sistema di corrispondenze alternative fra oggetti artistici e lessico. pavu

La relazione fra pavu.com e linguaggio è, infatti, di pura ‘invenzione’ a partire dal loro nome:
‘Abbiamo inventato il nome pavu (aka Popular Arts Value Upgrade) durante il Lorient Internet Festival tenutosi in Bretagna nel marzo del 1999, seduti intorno a un tavolo coperto di bottiglie di vino e di corpi color vinaccia (n.d.a.: nel caso di ‘wine bottles and wine bodies’ il gioco di parole è fra ‘wine’ come bevanda alcolica e ‘wine’ come aggettivo che individua una particolare gradazione cromatica). Quel giorno perdemmo il treno per tornare a casa – quindi scegliemmo il percorso successivo (n. d. a.: in inglese, ‘next route’, ovvero uno degli elementi centrali dell’estetica di pavu). Il gruppo al completo si incontrò a Parigi nel settembre del 1999, fondò pavu.com e lanciò il primo razzo’.

Della Rete utilizzano, a seconda delle esigenze, la struttura connettiva, gli spazi e i formati. Alla domanda perché lavorate in Rete e con la Rete rispondono:
Lavoriamo nel luogo in cui ci troviamo. Ci siamo incontrati su Internet e lavoriamo in Internet con tre obiettivi: inventare, formarci, camminare (n.d.a.: gioco di parole fra ‘train’ e ‘walk’: come verbo, ‘to train’ significa ‘allenare’, ‘formare’, mentre il sostantivo ‘train’ vuol dire ‘treno’). Tutti e tre corrispondono al lavoro di fusione e affinamento della En-gArde..
pavu
Lavorate con la nozione di En-gArde, ma che cosa direste dell’avanguardia – avant-garde?
‘L’avant-garde è il finestrino posteriore di una macchina da collezione. Napoleone era solito dire che “la funzione di un’avanguardia, o di una retroguardia, non è di avanzare o di ritirarsi, ma piuttosto di manovrare. Per questo motivo pavu.com dice: “Dimentica l’avant-garde ! geT reAdy for the En-gArde!” (n. d. a.: in francese, preposizione ‘en’ si utilizza in espressioni come ‘manovra in avanti’ o ‘indietro’ e, per assonanza, ricorda anche la formula ‘in guardia!’)

Perché fate Information art e con quale obiettivo?
Non c’è un ‘perché e con quale obiettivo’, ma piuttosto un dove e come. Di norma cerchiamo di avere un rapporto ravvicinato con i materiali informativi grezzi che impieghiamo nel nostro lavoro. È l’attenzione alla posizione rispetto ai dati che ci aiuta a realizzare un UpGrade.

Come definireste un’azione ‘plining’ e in quale modo il plining act interagisce con la vostra estetica ‘informazionale’?
Ciò che caratterizza le arti informative calza perfettamente con un solo concetto: Plining. Plining è la La technology di pavu.com; si riferisce a un intero processo di ingegneria dei dati: dall’ “addestramento” dei dati all’acquisizione, sempre da parte dei dati, di una maggiore agilità informativa, sino al Prodotto finale. Il Plining presuppone l’Upgrade e il movimento di oggetti informativi. Di fondo, tutto può essere riciclato e le arti informative non costituiscono eccezione a questo principio. Quindi ci si può aspettare che l’UpGrade di una definizione venga fuori nel corso della Marseille Gloss-Songs Conference (n. d. a.: performance tenutasi a Marsiglia nel mese di novembre). È questo che intendiamo per “the Next route Plining!”

Vi presentate come pavu – after contemporary. Che cosa viene After Contemporary?
Tomorrow ! (http://www.pavu.com/hewlett-horner/HHkaraoke.htm)

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SprInT

federica martini

[exibart]

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