27 agosto 2003

biennale 2003 – sogni e conflitti Stazione Utopia / Utopia Station Venezia, Arsenale

 
Stazione Utopia, una tappa intermedia tra il reale ed il luogo oltre; uno spazio per far incontrare quanti credono ancora nella necessità di ricerca. Esiste: Hans Ullrich Obrist l’ha voluta e realizzata tra i padiglioni di Venezia…

di

Chiariamo ogni equivoco; la parola Utopia evoca ormai corsi e ricorsi storici, meritevoli di una mostra omaggio. Una antologica quindi? La solita collettiva o, addirittura, una tematica nostalgica? No, Stazione Utopia è tutt’altro; i contenuti valgono una biennale e l’idea genera l’evento.
Come importante tappa di un percorso che coinvolge lo IUAV di Venezia, la Kunst Haus di Munchen, e tanti altri, i curatori hanno invitato 160 artisti a cimentarsi con il Yoko Ono - Stazione Utopia tema, producendo installazioni, modelli, video e molti manifesti, che liberamente invadono l’ampio spazio della Stazione ed il limitrofo giardino.
Il processo è aperto, il gruppo che ha intrapreso un lungo viaggio verso l’Utopia ha fatto tappa a Venezia. Tanti possono ancora passare, guardare, parlare o riposarsi. Ciascuno potrà aggiungere qualcosa, ma già in partenza la collezione è ricca.
Dietro ogni porta della Stazione Utopia c’è un ampio universo. Prendiamo ad esempio una delle salette allestite, quella in fondo a destra: vale un salone di architettura. Su due pareti si fronteggiano i mostri sacri Rem Koolhaas e Arata Isozaki, il primo con un collage, il secondo con l’irreale progetto di concorso per la stazione di Firenze. Al centro una sequenza di vignette tracciate a pennarello su cartoncino: lo stile e l’ironia sono inequivocabilmente quelli del grande utopista francese Yona Friedman. E’ emozionante rintracciarne la matura attività: poche sagge parole, indirizzate ai bambini, ludiche come i suoi recenti lavori. NellaRirkrit Tiravanija utopia station stessa sala un curioso manifesto che propone, tra l’utopico ed il pragmatico, di prendersi gioco delle leggi urbanistiche localizzando sradicate case-arredo.
La varietà è ampia. Ci sono le patate in naturale evoluzione, la tavola rotonda sul mediterraneo, Yoko Ono che invita a timbrare tutto e tutti con “peace”, video, manifesti, panche per socializzare, e tanti altri motivi per fare tappa in questa stazione della ricerca artistica e architettonica, rivalutando la fatica con cui si è attraversato i precedenti padiglioni.

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mostra visitata il 14 giugno 2003


Stazione Utopia / Utopia Station
a cura di Molly Nesbit, Hans-Ulrich Obrist e Rirkrit Tiravanija
50. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia. Fino al 2 novembre 2003.
Informazioni. Call Center 199.199.100. Informazioni Didattica/Gruppi/Arte&dal vivo: Ufficio Gruppi, tel. 041-2728397, fax 041- 5218825, infogruppi@labiennale.org , Sito web www.labiennale.org
Biglietti. Sedi espositive Giardini/Arsenale/Museo Correr: intero, tre sedi € 18, due sedi € 13, una sede € 10; ridotto tre sedi € 15, due sedi € 11, una sede € 9; ridotto giovani,tre sedi € 12, due sedi € 9, una sede € 8; gratuito fino a 6 anni e accompagnatori invalidi. Biglietterie (orario) sedi esposizione: ingresso Giardini, Arsenale, Museo Correr (fino a 45 min. prima della chiusura). Permanent Pass (personale) € 50, dà diritto, oltre ad un numero illimitato di accessi alle tre sedi dell’Esposizione, al biglietto ridotto per gli spettacoli dei Festival di Danza, Musica, Teatro. Formula “family”(2 adulti e 2 ragazzi under 14) tre sedi € 46, due sedi € 34, una sede € 22. Gruppi: gruppi adulti tre sedi € 15, due sedi € 11, una sede € 7; gruppi studenti, tre sedi € 11, due sedi € 8, una sede € 5 minimo 10 persone / prenotazione obbligatoria.
Prenotazioni. Prenotazioni telefoniche e informazioni biglietteria Call Center 199.199.100, prenotazione con bonifico bancario, vaglia postale e carta di credito, (diritto di prevendita € 1), prenotazioni dall’estero +39 041 5221317, prenotazioni con carta di credito, (diritto di prevendita € 1).
Per tutte le informazioni www.labiennale.org


[exibart]

2 Commenti

  1. cari Obrist & co.
    per vivere si può vendere fumo:
    negli ampi spazi delle Biennali e dei Musei
    é abbastanza volatile da non dar fastidio

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